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martedì 6 ottobre 2026
Con “A tutto madrigale” il 10 ottobre a Bracciano sul palco del Delia Scala i Cantica Jubilate Ensemble
Verrà eseguito per la prima volta dal valente ottetto vocale “Ho il cuor costante” su testo del Duca di Bracciano Paolo Giordano II Orsini (1591-1656) musicato da Carlo Rainaldi
Secondo appuntamento sabato 10 ottobre 2026 alle 21 per la seconda edizione della stagione musicale Il Delia Scala in Musica, con il concerto “A tutto madrigale” dei Cantica Jubilate Ensemble.
Anche questa volta, dopo l'incontro del 4 ottobre dedicato alla grande donna di spettacolo Delia Scala, ci si addentra nella storia di Bracciano con la riscoperta della figura del Duca Paolo Giordano II. Mecenate, poeta e letterato fu un personaggio di riferimento nella sua epoca. In lui “gareggiando egualmente la magnificenza e liberalità, lega, con queste, gli animi di ciascuno, non che de' numerosi suoi sudditi" scriveva nel 1641 di Paolo Giordano II Orsini Francesco Angeloni ne La Historia di Terni.
Di lui verrà eseguito il componimento Ho il cuor costante musicato da Carlo Rainaldi. Come comune nelle cantate dell’epoca, il testo idealizza l’amore romantico e virtuoso. Traspare inoltre il retorico paradosso con il quale si associa il dolore spirituale con il vero amore e la gioia.
Nel corso della serata, presentata da Paola Giovani, l’attrice Carla Maglione leggerà tre sonetti da lui composti e contenuti nella raccolta edita a cura dello “stampator ducale” Andrea Fei a Bracciano nel 1648. La stagione Il Delia Scala in Musica è organizzata dal Comune di Bracciano, in collaborazione con Claudia Biadi Music Academy ETS con il contributo della Presidenza del Consiglio regionale del Lazio per la direzione artistica di Amarilli Nizza, soprano di fama internazionale. In una intervista i Cantica Jubilate Ensemble svelano i preparativi e approfondiscono le tematiche riguardanti i madrigali.
Sarete il 10 ottobre a Bracciano per l’evento musicale “A tutto madrigale”. Il vostro ensemble, otto voci, più volte si è cimentato in questo repertorio. Con quale spirito?
Affrontiamo questo repertorio con grande rispetto, ma anche con il desiderio di renderlo vivo. Il rischio, quando si parla di musica del Cinquecento e del Seicento, è quello di considerarla qualcosa da conservare in una teca. Per noi è esattamente il contrario: dietro queste pagine ci sono passioni, ironia, sensualità, dolore, gioco, sentimenti assolutamente contemporanei.
La scelta dell’ottetto ci permette inoltre di lavorare con grande attenzione sulla parola e sul rapporto tra le singole voci. Nel madrigale ogni cantante ha una responsabilità individuale, ma contemporaneamente deve diventare parte di un unico organismo. È proprio questo equilibrio tra individualità e insieme che trovo affascinante. Per Bracciano, poi, il progetto assume un significato particolare, perché una parte del repertorio ci permette di ricostruire un legame con la storia musicale degli Orsini e del territorio. Non vogliamo quindi proporre semplicemente una successione di madrigali, ma raccontare una storia attraverso la musica.
Per il pubblico di Bracciano eseguirete per la prima volta il madrigale scritto dal Duca di Bracciano Paolo Giordano Orsini II “Ho il cuor costante”, musicato da Carlo Rainaldi. Come vi siete preparati al riguardo?
È probabilmente la parte più affascinante di tutto il progetto, perché ci siamo trovati davanti non semplicemente a una partitura moderna pronta per essere eseguita, ma a un manoscritto. Ho il cuor costante, o Costanza in amore, è una composizione per voce e basso continuo di Carlo Rainaldi su un testo attribuito a Paolo Giordano II Orsini. Il manoscritto è conservato alla Biblioteca Estense di Modena e la fonte indica esplicitamente Rainaldi in relazione al Duca di Bracciano. Il nostro lavoro è partito quindi dalla fonte antica: abbiamo dovuto leggere la notazione, interpretare la chiave originale, ricostruire il rapporto tra testo e musica e riportare tutto in una forma utilizzabile oggi dagli esecutori. È stato un lavoro molto diverso dal prendere semplicemente uno spartito e iniziare le prove. Significa cercare di comprendere ciò che è scritto senza sovrapporre automaticamente alla musica antica le nostre abitudini moderne. E poi c’è un’emozione particolare: eseguire proprio a Bracciano le parole del suo Duca significa restituire quella musica al luogo al quale appartiene la sua storia. È forse questo l’aspetto che sentiamo maggiormente.
Il madrigale risponde ad una metrica precisa. Musicalmente qual è il minimo comun denominatore di questo genere?
Direi senza dubbio la parola. Nel madrigale la musica nasce dal testo e continuamente reagisce ad esso. Non si tratta semplicemente di prendere una poesia e “metterla in musica”: il compositore cerca di tradurre musicalmente il significato di ogni parola, di ogni immagine e perfino di ogni cambiamento emotivo. Se il testo parla di salire, la linea melodica può salire; se parla di dolore, l’armonia può improvvisamente diventare aspra; una parola come “sospiro” può spezzare la frase musicale; “gioia” può provocare un’esplosione delle voci. Sono quelli che chiamiamo comunemente madrigalismi. Ma al di là del singolo artificio, il principio fondamentale è uno: la musica è al servizio della parola e dell’affetto che quella parola vuole esprimere.
Ariosto, Petrarca, Monteverdi e persino Michelangelo. In tanti hanno sentito la necessità di comporre madrigali. Qual è l’essenza vera di questo genere di componimento?
Qui farei innanzitutto una piccola distinzione: Petrarca, Ariosto e Michelangelo sono soprattutto i grandi poeti ai cui testi i compositori hanno attinto; Monteverdi è invece uno dei musicisti che ha portato il madrigale alle sue conseguenze più straordinarie. Ed è proprio questo incontro tra grande poesia e musica a costituire, secondo me, l’essenza del madrigale. Il madrigale riesce a concentrare in pochi minuti un intero mondo emotivo. Amore, desiderio, lontananza, morte, natura, ironia: tutto può diventare materia musicale.
Ed è anche un genere incredibilmente libero. Attraversando il Cinquecento e arrivando al Seicento cambia continuamente pelle, fino a contribuire alla nascita di un modo nuovo di concepire la musica e il teatro musicale. In qualche modo, seguendo l’evoluzione del madrigale, possiamo assistere quasi in diretta al passaggio dal Rinascimento al Barocco.
Quali sono le difficoltà alle quali si va incontro nell’esecuzione di madrigali?
La prima difficoltà è l’intonazione. Quando si canta a cappella non esiste una rete di protezione: ogni intervallo dipende dall’ascolto degli altri e un piccolo spostamento di una voce può modificare l’equilibrio dell’intero accordo. Poi c’è il ritmo. Le voci sono fortemente indipendenti e spesso entrano una dopo l’altra, si imitano, si sovrappongono. Bisogna avere una precisione quasi geometrica senza però dare all’ascoltatore la sensazione di qualcosa di meccanico. Ma la difficoltà maggiore, per me, è un’altra: otto bravi cantanti non fanno automaticamente un buon ensemble. Bisogna rinunciare a una parte della propria individualità vocale per costruire un suono comune, pur mantenendo la capacità di emergere quando il testo lo richiede. Infine c’è la parola. Possiamo cantare tutte le note perfettamente, ma se il pubblico non percepisce il significato e l’emozione del testo abbiamo perso una parte essenziale del madrigale.
Il vostro ensemble esegue generalmente brani molto antichi ma il 31 ottobre eseguirete a Roma la Messa in latino composta da Yoichi Nakanishi. Fondere l’antico con il moderno è possibile?
Non soltanto è possibile: credo sia uno degli aspetti più interessanti del nostro lavoro. Il 31 ottobre affronteremo una composizione contemporanea di Yoichi Nakanishi su un testo che appartiene invece a una tradizione antichissima come quella della Messa latina. Ed è affascinante vedere come un compositore di oggi possa confrontarsi con parole che sono state musicate per secoli. Del resto la musica che oggi chiamiamo “antica”, quando fu composta, era musica contemporanea. Marenzio, Monteverdi o gli altri autori che affrontiamo non stavano cercando di conservare una tradizione immobile: stavano sperimentando, cercando nuovi colori, nuove armonie e nuovi modi di esprimere il testo.
Per questo non vedo antico e moderno come due mondi contrapposti. Esiste piuttosto una linea continua. Il nostro compito come interpreti è cercare di comprendere il linguaggio di ciascun compositore e restituirlo con sincerità. Se riusciamo a farlo, una pagina scritta quattrocento anni fa e una scritta nel nostro tempo possono parlare allo stesso pubblico con la stessa immediatezza.
Cantica Jubilate è un ensemble vocale formato da cantanti professionisti provenienti da alcune delle più prestigiose istituzioni musicali italiane, tra cui il Coro del Teatro dell’Opera di Roma, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la Cappella Musicale Pontificia Sistina, riuniti sotto la direzione del maestro Carlo Alberto Gioja. Il gruppo riunisce artisti con una consolidata esperienza nel repertorio lirico, sinfonico-corale e sacro, maturata in importanti produzioni concertistiche e teatrali. Particolare attenzione è dedicata alla qualità e all’omogeneità dell’impasto vocale, alla cura stilistica e alla valorizzazione del repertorio polifonico e spirituale. Tra le esperienze dell’ensemble si segnala il concerto realizzato a Formello in formazione di ottetto vocale a cappella, nella suggestiva cornice della Chiesa di San Lorenzo, con un programma dedicato alla musica sacra e spirituale. La scelta di un organico di soli otto cantanti ha consentito di mettere particolarmente in risalto la dimensione cameristica del gruppo, l’equilibrio tra le sezioni e la duttilità delle singole voci. Il 31 ottobre 2026, Cantica Jubilate sarà protagonista a Roma di un nuovo e prestigioso appuntamento: l’ensemble sarà impegnato nella prima esecuzione nazionale della Messa in latino composta dal Maestro Yoichi Nakanishi, nuova composizione concepita per soli, coro ed ensemble d’archi. L’esecuzione, prevista presso la Basilica di San Vitale a Roma, rappresenta un ulteriore sviluppo del percorso artistico di Cantica Jubilate e della sua vocazione verso progetti originali, nuove produzioni e repertori nei quali la tradizione della musica sacra possa dialogare con la scrittura contemporanea. Cantica Jubilate si propone così come una realtà vocale professionale capace di coniugare l’esperienza dei propri interpreti con una concezione cameristica del fare musica, affrontando tanto il repertorio storico quanto nuove composizioni e prime esecuzioni.
Inizio ore 21. Ingresso libero
Prenotazioni su Eventbrite
https://www.eventbrite.it/e/a-tutto-madrigale-tickets-2001010186333
lunedì 5 ottobre 2026
Delia Scala celebrata nella sua Bracciano: successo per Sabrina Marciano, Antonello Angiolillo e Claudio Zitti in “Delia Nostra”
Per la vicesindaca Biancamaria Alberi “omaggio al genius loci braccianese nel tempo”
Grandi voci ed un pianista d’eccezione per raccoltare alla sua Bracciano la grandezza di Delia Scala protagonista indiscussa della commedia musicale italiana. Il pubblico entusiasta ha applaudito molto gli artisti Sabrina Marciano e Antonello Angiolillo che in una narrazione cronologica hanno evocato recitando e cantando le tappe di questa grande figura dello spettacolo italiano che ebbe i natali a Bracciano il 25 settembre 1929. Un tributo doveroso inserito nel programma della stagione Il Delia Scala in Musica, seconda edizione, promosso dal Comune di Bracciano, con la collaborazione di Claudia Biadi Music Academy ETS e il contributo della Presidenza del Consiglio regionale del Lazio per la direzione artistica del soprano di fama internazionale Amarilli Nizza. Tre grandi professionisti tra i quali il pianista Claudio Zitti hanno portato a Bracciano le atmosfere del grande genere musicale firmate spesso da Garinei e Giovannini per il tempio del Sistina. Angiolillo si è calato via via nei panni degli artisti con i quali Delia Scala ha interagito, da Carlo Dapporto passando poi per Walter Chiari, Domenico Modugno, Nino Manfredi, Marcello Mastroianni ed altri.
Intonate canzoni che hanno fatto un'epoca e alcuni brani meno noti ma sempre intrisi di grande ironia. L’attrice Carla Maglione introducendo la serata ha dato lettura di alcuni brani di un’intervista che Delia-Odette rilasciò a Il Tempo nella quale si narra della sua passione per la danza e le difficoltà per frequentare in piena adolescenza la scuola di danza del Teatro alla Scala ma anche un episodio nel quale contribuì a salvare dalla fucilazione, in tempo di guerra, alcuni cittadini a Campagnola Emilia.
In apertura Biancamaria Alberi, vicesindaco del Comune di Bracciano con delega alla Cultura ha sottolineato come i due eventi in programma vanno a valorizzare “in questo inizio di stagione autunnale un omaggio al genius loci braccianese nel tempo”.
Sabato 10 ottobre alle 21 è in programmainfatti il secondo appuntamento con “A tutto madrigale” nel corso del quale l’ottetto Cantica Jubilate Ensemble intonerà, tra gli altri, il componimento scritto da Paolo Giordano II Orsini “Ho il cuor costante” musicato da Carlo Rainaldi. Ingresso libero
Prenotazioni su Eventbrite
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Cia Roma - Italo Pulcini: “In stato di agitazione permanente. Subito interventi a sostegno agricoltura. Pronti al confronto”
Da Crotone dove si è tenuta l’assemblea plenaria al Lazio dove Confederazione Italiana Agricoltori reclama interventi immediati e proclama lo stato di agitazione permanente.
“Si potrebbe parlare - commenta Italo Pulcini di Cia Roma - di tempesta perfetta tra l’impennata dei costi di produzione, il calo dei prezzi di vendita, la scarsa resa dovuta alle condizioni climatiche”.
Pulcini rilancia le proposte chiedendo misure straordinarie ed interventi strutturali. "Chiediamo - aggiunge - interventi decisivi contro il caro carburanti tra i quali la reintroduzione immediata del credito d'imposta sul gasolio agricolo per contrastare i rincari ingiustificati, prezzi minimi basati sui costi reali rilevati dall'Ismea, sanzioni contro le pratiche sleali lungo la filiera. Si blocchino inoltre - sottolinea l’esponente dell’associazione di categoria - le importazioni extra-Ue da Paesi che impiegano pesticidi vietati in Europa o che sfruttano manodopera. Condividiamo inoltre - commenta ancora Pulcini - l’allarme lanciato da Agnone dove si è tenuta l'Associazione Nazionale Pensionati Cia del Centro Italia per la tutela effettiva dei pensionati agricoltori e ribadiamo l’urgenza di salvaguardia aree interne anche nel Lazio. Chiediamo - conclude Pulcini - politiche di contrasto allo spopolamento per dare prospettive di futuro alle comunità rurali. Su tutti questi temi siamo pronti ad un confronto aperto a tutti i livelli”.
venerdì 25 settembre 2026
Antonello Angiollillo e Sabrina Marciano: “con Delia Nostra sul palco tutta la gioia, l’eleganza e la bellezza del teatro musicale”
Intervista doppia agli eclettici interpreti della scuola di Garinei e Giovannini in scena il 4 ottobre 2026 a Bracciano per la seconda edizione de Il Delia Scala in Musica
Bella, brava, bionda. C’è anche una quarta B nella vita di Delia Scala, quella di Bracciano dove nacque il 25 settembre 1929 perché suo padre collaudava aerei Caproni alla base dell’aeronautica di Vigna di Valle. Da alcuni anni il teatro frutto della riqualificazione di una struttura già impiegata nelle ferriere porta il nome dell’antesignana delle soubrette e regina indiscussa della commedia musicale italiana. Ma finora nessuno spettacolo l’ha mai celebrata nella sua cittadina di nascita. Con Delia Nostra, primo dei due appuntamenti in programma il 4 ottobre alle 18 per la seconda edizione della rassegna Il Delia Scala in Musica per la direzione artistica di Amarilli Nizza, il Comune di Bracciano, in collaborazione con Claudia Biadi Music Academy ETS e con il contributo della Presidenza del Consiglio regionale del Lazio, le rende un doveroso omaggio. Sul palco ci saranno Antonello Angiolillo e Sabrina Marciano, accompagnati al pianoforte da Claudio Zitti. Chi meglio di loro cresciuti dalla stessa ditta di Garinei e Giovannini e nel tempio del Sistina? In questa intervista i due interpreti svelano le fasi di preparazione per quello che si annuncia un evento imperdibile.
Antonello Angiolillo e Sabrina Marciano, come vi state preparando per portare in scena uno spettacolo dedicato a Delia Scala, una soubrette a tutto tondo in grado di danzare, cantare e recitare?
Marciano - Ci stiamo preparando concentrandoci sul periodo d'oro della commedia musicale di Garinei e Giovannini, nella quale Delia Scala è stata la protagonista. È stata interessante la ricerca per questo spettacolo perché on line c’è tantissimo materiale anche video che celebra questo talento. Stiamo cercando di ricreare la magia dei grandi duetti che Delia Scala ha interpretato a teatro, al fianco di alcuni grandi come per esempio Carlo Dapporto, Walter Chiari, Domenico Modugno. Vogliamo riportare sul palco la gioia, l'eleganza e la bellezza del teatro musicale di quegli anni, fatto di talento e studio.
Angiolillo - Diciamo che, come sempre, si parte dallo studio. Si studia il personaggio che si deve interpretare sotto tanti punti di vista. In questo caso essendo un'artista nota ci sono tanti documenti scritti e video che la riguardano. Quando si vede un artista come lei cantare, recitare e ballare, il pubblico è portato a pensare: beata lei che fa l’artista e si diverte, oppure vede come facili le cose che si fanno. Quello che il pubblico vede è solo la punta di un iceberg fatto di tanto lavoro, sacrifici e studio. Studio sui personaggi ma anche studio per mantenere la nostra macchina sempre pronta, reattiva ed efficace. Come noi facciamo, immagino che anche Delia Scala trascorresse molto del tempo delle sue giornate a studiare. A mantenere il corpo, la voce e la mente sempre allenate. Un gran personaggio che come me nasceva dalla danza e quindi il feeling è piuttosto forte. Posso quasi sentire i suoi pensieri di fronte ad un nuovo lavoro da affrontare.
Quali gli aspetti della sua vita professionale che vi hanno colpito?
Marciano - La sua preparazione rigorosa e il suo talento. Veniva dallo studio della danza alla Scala di Milano, e questa solida preparazione le ha permesso di portare sul palcoscenico una tecnica e un’energia fino ad allora mai viste. E la disciplina appresa con la danza l’ha portata ad approfondire il canto e la recitazione e ha fatto di lei un’artista completa. Sapeva ballare cantare e recitare con uno stile inconfondibile.
Angiolillo - L’enorme poliedricità. Un aspetto che per l’epoca in Italia era quasi inesistente. Chi ballava, ballava, chi cantava cantava e chi recitava recitava. Lei ha portato in scena l’insieme delle tre arti.
Provenite entrambi dalla “scuola” di Garinei e Giovannini. Quali insegnamenti serbate di questi grandi maestri?
Marciano - Prima di incontrare Pietro Garinei, anche noi abbiamo studiato danza, recitazione, canto. Poi questo incontro ci ha fatto entrare nel mondo del teatro dalla porta principale. Abbiamo lavorato insieme per alcuni anni ed è stato davvero un privilegio. Sicuramente la serietà sul lavoro, la responsabilità sul palco, la professionalità e il rispetto del lavoro, sono cose che abbiamo vissuto. Potrei dire che abbiamo lavorato con gli ultimi “signori”.
Angiolillo - In realtà non provengo da quella “scuola”, era già da un po’ che lavoravo e studiavo in Italia e all’estero. Però Garinei e Giovannini sono stati un meraviglioso imprinting professionale ed è stato un periodo fondamentale, specialmente per l’incontro con Sabrina Marciano, Laura Ruocco e Fabrizio Paganini, quello che è poi diventato il Quartetto G. Una lettera riconoscibile direi.
Dalla commedia musicale al musical. Nel tempo come è cambiato il genere e quali sono state e sono le influenze provenienti dall’estero in questo ambito?
Marciano - Commedia musicale e musical sono due cose diverse. La commedia musicale appartiene alla nostra tradizione teatrale italiana, anche se il musical in Italia negli ultimi anni è molto richiesto e seguito. Le influenze dall’estero ci sono e ci sono sempre state, ma a nostro parere invece di importare solo spettacoli dall’estero, bisognerebbe continuare a scrivere storie che ci somiglino un po’ di più.
Angiolillo - Sono due generi completamente diversi e con regole di scrittura e drammaturgiche diverse. Il musical non è un'evoluzione della commedia musicale italiana. Non c’è stato quindi alcun cambiamento di genere, semplicemente col tempo, in Italia, ha preso più piede il musical lasciando alla commedia musicale quell’angolo nostalgico che ogni tanto porta qualche produzione a rimetterne in scena una. Il Musical è di derivazione anglosassone e americana quindi direi che sono tutte influenze dall’estero. Mentre la commedia musicale si è fermata ed è rimasta fedele a se stessa nel suo afflato nostalgico, il Musical ha avuto, e continua ad avere, una sua evoluzione specialmente nella varietà di generi all’interno della sua grande famiglia.
Furono molti i duetti di Delia Scala, anche voi lavorate spesso in duetto. Quali alchimie si creano tra i due interpreti?
Marciano - Io e Antonello ci conosciamo da tanti anni. Poi al termine del secondo spettacolo con Garinei abbiamo creato un quartetto, con Laura Ruocco e Fabrizio Paganini, il Quartetto G in omaggio appunto a Garinei. Se si va d’accordo e si è amici da tempo, come noi, il lavoro diventa creativo e molto interessante.
Angiolillo - Ci sono due lati da analizzare in questo caso. Le alchimie che nascono grazie al lavoro insieme tra due artisti che non si conoscono e le alchimie che si confermano tra due artisti che sono, magari anche amici, e vengono messe al servizio del duetto. Noi apparteniamo al secondo caso. Io e Sabrina ci conosciamo da tanto, dai tempi del Quartetto G appunto, dal lontano 1993 e così come per gli altri due compagni di viaggio citati prima, siamo un po’ come fratello e sorella e questo fa fare al lavoro insieme un gran salto di qualità. Questo perché oltre all’alchimia già esistente c’è una conoscenza reciproca e una complicità che non possono far altro che far lievitare l’esecuzione. Quando invece non si conosce l’altra persona, se nasce l’alchimia, diventa, anche per il pubblico, come il sapore di una scoperta continua.
In base alla vostra esperienza è ancora possibile un approccio multidisciplinare al palcoscenico come fu quello di Delia Scala da parte dei giovani, oggi?
Marciano - Certo! Oggi i giovani sono molto preparati e in Italia sono nate tante scuole professionali di musical. Un giorno o l’altro sarebbe bello avere un’altra Delia Scala. Chissà…
Angiolillo - Lo è già da anni. Da quando la compagnia de La Rancia, portò in Italia il primo musical La piccola bottega degli orrori e poi divenne un genere che esplose al livello nazionale l’anno successivo, 1990, con A Chorus Line dove io mossi i miei primi passi professionali. Da allora c’è stato un crescendo e oggi esistono diverse scuole riconosciute dove l’approccio multidisciplinare è la base del lavoro dell’artista di musical. Diciamo che Delia Scala fu ante litteram in questo.
Spettacolo a ingresso libero
Prenotazioni su https://www.eventbrite.it/e/delia-nostra-tickets-2001008939604
giovedì 3 settembre 2026
La fotografia diffusa torna protagonista sul lago di Bracciano Tredici mostre fotografiche per Immagini sul Lago 2026
Dal 19 al 27 settembre
Evento inaugurale il 19 settembre alle 11.30 al Consorzio Lago Bracciano.
Settimana fotografica tra esposizioni, laboratori, sperimentazioni.
In programma anche una maratona fotografica sul tema “Acqua è vita”.
Oltre duecento partecipanti al Concorso Fotografico Nazionale.
Manifestazione riconosciuta da FIAF-Federazione Italiana Associazioni Fotografiche
Dal 19 al 27 settembre il lago di Bracciano diventa una grande galleria fotografica con la quarta edizione di Photofest Immagini sul Lago. Crescono i numeri dell’edizione 2026 con ben tredici mostre fotografiche, tutte ad ingresso libero, diffuse nei tre paesi rivieraschi e al Musam-Museo Storico dell’Aeronautica Militare.
L’arte fotografica diventa anche oggetto di interessanti workshop, laboratori oltre che di una maratona fotografica finora inedita sul territorio. Non manca anche quest’anno il concorso che mette in palio buoni acquisto di materiale fotografico.
Grande l’impegno organizzativo delle associazioni culturali promotrici - Il Lago Incantato e Il Vivaio delle Immagini - che possono vantare il riconoscimento ufficiale della manifestazione da parte di FIAF-Federazione Italiana Associazioni Fotografiche oltre che del patrocinio di Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale, Comuni di Bracciano, Trevignano Romano e Anguillara Sabazia e del Consorzio Lago Bracciano. La manifestazione si svolge in collaborazione con APT Trevignano Romano, Proloco Anguillara Sabazia e AssoCommercianti Bracciano.
Il grande festival della fotografia inaugura il 19 settembre 2026 alle 11.30 con un evento aperto a tutti presso il Consorzio Lago Bracciano in lungolago Giuseppe Argenti a Bracciano nel corso del quale, alla presenza dei sindaci del territorio, gli autori illustreranno le loro mostre. In programma, per l'occasione, un rinfresco e un brindisi offerto da Cantine Capitani e un giro in battello per tutti i partecipanti. Nella stessa giornata apriranno le mostre fotografiche.
“L’edizione 2026 - commentano Osvaldo Sponzilli e Michele Buonanni - è particolarmente ricca. Iniziamo con grande entusiasmo visto il consenso crescente delle istituzioni e del pubblico. Molto vari i temi delle mostre. Riteniamo inoltre che la formula della fotografia diffusa, oltre a essere strumento importante per la promozione del territorio, metta anche bene in evidenza lo spirito di forte collaborazione che sta dietro al Photofest”.
Si annuncia una settimana per immagini di grande partecipazione. L’evento di chiusura si terrà domenica 27 settembre dalle 17 alle 20 a Trevignano Romano presso la sala conferenze
della Banca di Credito Cooperativo Provincia Romana in via IV Novembre 2.
In programma, nel corso del pomeriggio, la proiezione del video The Ameriguns, intervista a Gabriele Galimberti “Dove nasce la Meraviglia”, la intervista alla fotografa Yuliya Vassilyeva Un viaggio fotografico attraverso laghi, paesaggi e forme di vita. Ed ancora Le emozioni degli uccelli, Michele Buonanni intervista Paolo Nicolai ed Erotica, incontro con Ivana Galli. Al termine premiazione del Concorso e della Maratona fotografica.
Le Mostre
Trevignano Romano
Laghi nel mondo – Foto di viaggio - Mostra fotografica di Yuliya Vassilyeva, lungolago, Trevignano Romano, 19-27 settembre, orari: sempre visitabile.
Agrosfera – Storie di Tradizione e Innovazione - Mostra fotografica facente parte della manifestazione Agrosfera, il nuovo Progetto Fotografico Collettivo Nazionale della FIAF per il 2025-2026 incentrato sul settore agroalimentare. Lungolago, Trevignano Romano, 19-27 settembre. Orari: sempre visitabile.
Oltre i Ritratti Mostra fotografica di Alessandro Guadagni, Parco Giochi, via degli Asinelli 10, Trevignano Romano, 19-27 settembre. Orari: 9-20.
Sguardi ed emozioni - Un percorso fotografico dedicato alla dimensione umana e relazionale dello sguardo Mostra fotografica di Cristina Barduagni, 19-27 settembre - Bar La Vela, via della Rena 23, Trevignano Romano. Orari: da mercoledì a Lunedì 7:30–20:30 Martedì chiuso.
Le famiglie di Trevignano – Archivio Storico — Un progetto di memoria collettiva che restituisce volti e storie della comunità locale attraverso immagini d’archivio. A cura di Alessio Romeo, 19-27 settembre, portico Palazzo Comunale, Piazza Vittorio Emanuele III, Trevignano Romano, Orari: sempre visitabile.
Identità: soglia e sedimentazione - Progetto sperimentale nato da un laboratorio di ricerca visiva sull’identità contemporanea, Laboratorio e mostra fotografica di Ivana Galli, 19-27 settembre, IL VIALE caffè&bistrot via della Rena 72, Trevignano Romano, Orari: lunedì–venerdì 8:30–15, sabato e domenica 8:30–18, mercoledì chiuso.
Anguillara Sabazia
Volti di Guerra Mostra fotografica di Ottavia Massimo, 19-27 settembre - Passeggiata
lungolago - Anguillara Sabazia - Orari: sempre visitabile
Ricchi per un giorno Mostra fotografica di Franco Buoncristiani, 19-27 settembre - Passeggiata lungolago - Anguillara Sabazia. Orari: sempre visitabile.
Anguillara Racconta Mostra fotografica di Giosiana Giuliani, 19-27 settembre, centro storico, Anguillara Sabazia. Orari: sempre visitabile.
Ritratti in Cronaca - Mostra fotografica di Graziarosa Villani - Museo Storico della Civiltà Contadina e della Cultura Popolare “Augusto Montori”, via Doria D’Eboli 2, Anguillara Sabazia - 19-20 26-27 settembre, Orari: sabato e domenica 10:30–13 15–18.
Vigna di Valle
Fauna acquatica - Un racconto fotografico dedicato agli ecosistemi e alla vita animale legata all’ambiente lacustre Mostra fotografica di Paolo Nicolai, 19-27 settembre, Museo Storico dell’Aeronautica Militare - MUSAM, via Circumlacuale, Vigna di Valle, Orari: da martedì a venerdì 10–16.30, sabato e domenica 10–18, lunedì chiuso.
Bracciano
Memorie Abitate - Mostra fotografica di Giosiana Giuliani, 19-20 26-27 settembre, Salotto Belvedere, via Fioravanti 46, centro storico, Bracciano, Orari: sabato e domenica 11–22.
Volti di un’Epoca: documentario su un decennio di profonde trasformazioni sociali ed economiche - Mostra fotografica di Edoardo Fornaciari, 19-27 settembre, piazza del castello Bracciano, Orari: sempre visitabile.
I Laboratori
Genos – Siamo sempre uno, ma con qualcun altro prima di noi di Ivana Galli, dal 19 al 27 settembre, IL VIALE caffè & bistrot, via della Rena 72, Trevignano Romano. Attraverso un set fotografico aperto a tutti, l’artista realizzerà leporelli che accostano i volti di genitori, figli, fratelli, nonni.
Le immagini si completano solo nell’unione, rivelando: Continuità e scarti fisiologici, Memoria e trasformazione, Domande universali: “Chi assomiglia a chi?”. L’obiettivo
è costruire un archivio contemporaneo delle famiglie per riflettere su come i tratti identificativi si trasmettano, resistano o mutino. L’archivio non sarà solo documentazione, ma un dispositivo critico, uno specchio per la comunità, una traccia per il futuro.
Passeggiata Fotografica, con Donato Chirulli - 19 settembre – ore 17, Bracciano - Piazza del castello davanti alla mostra fotografica Come approcciare tecnicamente e psicologicamente la Street Photography.
Workshop Polaroid fotografia istantanea e 3D ottico a cura di Patrizio Cipollini - 20 settembre – ore 17, IL VIALE caffè & bistrot, via della Rena 72, 00069 Trevignano Romano.
Maratona fotografica “Acqua è vita”
Coordinatore Andrea De Ieso, 20 settembre, ore: 10.30 Trevignano Romano, Piazza Vittorio Emanuele III, Portico del Comune. Iniziativa aperta al pubblico finalizzata a promuovere la fotografia come strumento di osservazione, narrazione e interpretazione del territorio. Si invitano i partecipanti a esplorare, attraverso il linguaggio fotografico, il tema dell’acqua come elemento vitale, simbolico e relazionale.
Concorso Fotografico Nazionale 2026 “Acqua è vita”
Dedicato all’acqua come origine della vita, risorsa naturale, elemento di salute ed equilibrio e simbolo del rapporto tra essere umano e ambiente, il Concorso ha avuto oltre duecento partecipanti. L’edizione 2026 ha sperimentato un originale percorso di valutazione nel quale intelligenza artificiale e giudizio umano sono intervenuti in due momenti distinti. L’intelligenza artificiale ha selezionato le dieci opere finaliste. Successivamente la Giuria del concorso ha determinato, tra le dieci, le opere classificate al primo, secondo e terzo posto.
Per informazioni ed approfondimenti: https://immagini-sul-lago.it/
mercoledì 12 agosto 2026
A Bracciano dal 27 al 30 agosto la grande danza contemporanea col Festival Dancescreen in The Land 2026
Sul tema “Respiro al centro” le coreografie di prestigiosi maestri internazionali animano una quattro giorni imperdibile. Per l’assessore alla Cultura del Comune di Bracciano Biancamaria Alberi: “occasioni di rara bellezza e creatività offerte alla comunità braccianese”
“Le esibizioni di danza contemporanea al tramonto al belvedere della Sentinella rappresentano occasioni di rara bellezza offerte alla comunità braccianese dall’associazione Canova 22 alla quale va il ringraziamento sincero dell’amministrazione comunale per la grande qualità dei suoi progetti. Un fine agosto ricco di suggestioni quest'anno, la voglia di bellezza e di creatività si trasforma in eventi diversi in cui l'arte è al centro”.
Con queste parole Biancamaria Alberi, assessore alla Cultura del Comune di Bracciano anticipa l’evento in programma dal 27 al 30 agosto a Bracciano con l’edizione 2006 del Festival Dancescreen in The Land. Quattro giorni di grande danza sul tema “Respiro al centro” quale invito a riscoprire il respiro come gesto originario che mette in relazione il corpo con l'ambiente.
Negli spazi di Borgo Acqua Paola, nel cuore dei boschi di Pisciarelli, si tiene dal Creation in the Land, workshop internazionale guidato dagli interpreti della Hofesh Shechter Company Attila Rónai, Justine Gouache e Oscar Jinghu Li. Un ritiro creativo immersivo nel corso del quale professionisti e giovani danzatori condividono ricerca tra natura, pratica coreografica e creazione collettiva.
L’edizione 2026 si apre giovedì 27 agosto alle 19 a Borgo Acqua Paola con lo spettacolo L’Altro, con Moreno Guadalupi della compagnia ResExtensa. Una riflessione sul rapporto tra individuo e collettività che intreccia danza contemporanea e house dance in una scrittura fisica intensa e coinvolgente.
Il Festival, come già avvenuto per le passate edizioni, esce poi nel territorio con tre imperdibili appuntamenti nel borgo di Bracciano.
Venerdì 28 agosto alle 20 La Luna Dance Theater presenta Odissea – Naufragi dell'Anima, spettacolo itinerante che culminerà al Belvedere di Bracciano con la rilettura contemporanea del mitico viaggio di Ulisse come percorso interiore di ricerca, perdita e trasformazione.
Sabato 29 agosto alle 20, in Piazza Belvedere, il collettivo Lunatics, composto da giovanissimi interpreti, porta in scena Echoes of the King, spettacolo dedicato all'eredità artistica di Michael Jackson: danza urbana e linguaggi contemporanei in un dialogo tra memoria, ritmo e identità.
Domenica 30 agosto dalle 19 nel centro storico di Bracciano è in programma un momento di forte valore comunitario. Dopo l'esibizione del Coro Polifonico di Bracciano, diretto dalla maestra Martina Paciotti, col maestro Andrea Bosso al pianoforte, il pubblico assisterà alla restituzione finale di Creation in the Land, a coronamento del percorso dei giorni di workshop.
La performance sarà il momento culminante dell'esperienza condivisa tra i tre coreografi internazionali, i partecipanti e il territorio, restituendo attraverso il corpo il dialogo costruito con il paesaggio di Borgo Acqua Paola.
DANCESCREEN IN THE LAND 2026
Bracciano • Parco Archeologico dell'Appia Antica • Roma 27 agosto – 25 ottobre 2026
Sito web: Associazione Canova 22 | La fornace della creatività
Instagram: @canova22
Facebook: Canova22
giovedì 23 luglio 2026
DANCESCREEN IN THE LAND 2026 Il Festival inaugura a Bracciano quattro giorni di danza, paesaggio e creazione contemporanea
Dal 27 al 30 agosto Borgo Acqua Paola e il centro storico di Bracciano ospitano la prima tappa di Dancescreen in the Land 2026, il festival internazionale di danza contemporanea promosso da Canova22, inaugurando quattro giornate dedicate all'incontro tra paesaggio, creazione artistica e ricerca coreografica.
Quattro giornate in cui spettacoli, formazione, ricerca e residenze artistiche trasformano il territorio in uno spazio di incontro tra artisti, pubblico e paesaggio, dando avvio a un percorso che nei mesi successivi proseguirà dal Parco Archeologico dell'Appia Antica fino alla Fornace del Canova a Roma.
Tema dell'edizione 2026 è Respiro al centro: un invito a riscoprire il respiro come gesto originario che mette in relazione il corpo con l'ambiente, il movimento con la memoria, l'esperienza individuale con quella collettiva. Fin dalla sua apertura, il Festival propone una riflessione sul patrimonio culturale come realtà viva, che continua a trasformarsi attraverso l'arte contemporanea e l'incontro tra persone, luoghi e comunità.
Il cuore della tappa di Bracciano sarà Creation in the Land, workshop internazionale guidato dagli interpreti della Hofesh Shechter Company Attila Rónai, Justine Gouache e Oscar Jinghu Li. Più che un laboratorio, il progetto è un ritiro creativo immersivo in cui professionisti e giovani danzatori condividono giornate di ricerca tra natura, pratica coreografica e creazione collettiva. Il paesaggio diventa parte integrante del processo artistico, trasformandosi in partner creativo e luogo di sperimentazione.
Ad arricchire il percorso sarà la presenza del coreografo Filippo Buonamassa, insieme ai danzatori della compagnia ResExtensa, ospiti del Festival in residenza artistica. Durante i giorni della residenza svilupperanno una ricerca coreografica in preparazione di una nuova creazione destinata alla piattaforma NID e alla circuitazione internazionale, offrendo ai partecipanti del workshop l'opportunità di osservare da vicino il processo creativo di una produzione professionale.
L'apertura del Festival è affidata, giovedì 27 agosto alle ore 19.00, presso Borgo Acqua Paola, allo spettacolo L'Altro, con Moreno Guadalupi della compagnia ResExtensa, una riflessione sul rapporto tra individuo e collettività che intreccia danza contemporanea e house dance in una scrittura fisica intensa e coinvolgente.
Da venerdì 28 agosto prende il via il workshop Creation in the Land, mentre il centro storico di Bracciano diventa il palcoscenico degli appuntamenti serali del Festival.
Venerdì 28 agosto, alle ore 20.00, La Luna Dance Theater presenta Odissea – Naufragi dell'Anima, spettacolo itinerante che culminerà al Belvedere sul Lago di Bracciano: una rilettura contemporanea del viaggio di Ulisse come percorso interiore di ricerca, perdita e trasformazione.
Sabato 29 agosto, sempre alle ore 20.00, in Piazza Belvedere, il collettivo Lunatics, composto da giovanissimi interpreti, porta in scena Echoes of the King, spettacolo dedicato all'eredità artistica di Michael Jackson, che intreccia danza urbana e linguaggi contemporanei in un dialogo tra memoria, ritmo e identità.
La prima tappa del Festival si conclude domenica 30 agosto, a partire dalle ore 19.00, nel centro storico di Bracciano con un momento di forte valore comunitario: dopo l'esibizione del Coro Polifonico di Bracciano, diretto dalla Maestra Martina Paciotti, con il Maestro Andrea Bosso al pianoforte, il pubblico assisterà alla restituzione finale di Creation in the Land, esito del percorso creativo sviluppato durante i giorni di workshop. La performance rappresenterà il momento culminante dell'esperienza condivisa tra i tre coreografi internazionali, i partecipanti e il territorio, restituendo attraverso il corpo il dialogo costruito con il paesaggio di Borgo Acqua Paola.
Con questa prima tappa, Dancescreen in the Land conferma la propria vocazione internazionale e il profondo legame con il territorio, proponendo un modello di festival in cui spettacolo, formazione, ricerca e residenze artistiche convivono in un'unica esperienza culturale. Bracciano diventa così il luogo in cui prende forma il primo respiro del Festival: uno spazio in cui il patrimonio storico e paesaggistico incontra la creazione contemporanea e il movimento diventa occasione di conoscenza, relazione e partecipazione.
DANCESCREEN IN THE LAND 2026
Bracciano • Parco Archeologico dell'Appia Antica • Roma
27 agosto – 25 ottobre 2026
Sito web: Associazione Canova 22 | La fornace della creatività
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