giovedì 9 novembre 2017
Intervista a tutto campo al Movimento Fermiamo Cupinoro
Fermiamo Cupinoro si trova oggi protagonista di una nuova battaglia contro l’ipotesi di realizzazione di due nuovi impianti le cui autorizzazioni sono oggetto di un bando da parte del procuratore fallimentare della Bracciano Ambiente che andrà all’asta il prossimo 21 novembre. Avete avuto un incontro in Regione. Cosa è emerso e vi sentite soddisfatti delle rassicurazioni dell’assessore regionale Buschini?
Il curatore fallimentare della Bracciano Ambiente ha il compito di recuperare più risorse economiche possibili data la circostanza di fallimento, lo si evince, in particolare, entrando in discarica; l'impressione è quella dell'abbandono, non c'è elettricità perché non si pagano le bollette e di conseguenza niente luce né videosorveglianza, vi si accede solo per svuotare, una volta piene, le vasche del percolato. Non c'è un minimo di programmazione di messa in sicurezza e bonifica del sito perché non ci sono più le risorse economiche. Ricordiamo che nel contratto d'affitto stipulato tra l'Università Agraria e la Bracciano Ambiente si legge che, una volta terminata l'attività , il sito va ripristinato e restituito al proprietario così come gli è stato concesso.
Decidere di mettere all'asta gli impianti, dopo due gare andate deserte, rientra nei compiti del curatore ai quali non possiamo opporci ma a noi preme far emergere alcuni aspetti di estrema importanza. Primo tra tutti, la proprietà dei terreni che non è della fallita Bracciano Ambiente ma dell'Università Agraria di Bracciano. Su quelle terre insistono numerosi vincoli , Usi Civici, ZPS, archeologico e paesaggistico.
Il nostro incontro con Buschini può tranquillamente definirsi negativo; abbiamo riscontrato, da parte dell’assessore ed anche da chi lo accompagnava, un atteggiamento poco chiaro e di attesa degli eventi (forse le prossime elezioni?) a dimostrazione che purtroppo siamo prigionieri di una classe politica poco attenta ai bisogni e alle aspettative dei cittadini. La nostra richiesta di revoca dell'AIA non è stata accolta facendo prevalere la necessità di evitare incidenti diplomatici su quella di tutelare una comunità. Il nuovo Piano regionale Rifiuti, preannunciatoci nel corso dell'incontro e che dovrebbe arrivare in Consiglio prima della fine della legislatura, sembra indirizzato sui grandi impianti che noi abbiamo sempre contestato.
Inoltre non sembra che la Regione abbia idee nuove sui sistemi di smaltimento. Il modello è sempre quello del famigerato “ecodistretto” con centrale a biogas/biometano per l’organico e impianto TMB con produzione di combustibile da bruciare (o da far bruciare a enti terzi) negli inceneritori, nei cementifici o nelle centrali abilitate. Guarda caso, proprio i tipi di impianti autorizzati a Cupinoro.
Di recente avete mosso un attacco all’Università Agraria di Bracciano, colpevole a vostro avviso di non aver adottato un documento ufficiale che si oppone alla ipotesi di nuovi impianti. Cosa chiedete in particolare all’Università Agraria di Bracciano?
Riteniamo che l'Università Agraria abbia un ruolo chiave in questa vicenda e, proprio per questo, abbiamo presentato un esposto al Commissario agli Usi Civici nell'Aprile 2014.
L'ente è proprietario, insieme ai cittadini soci, dei terreni incriminati, sostiene di essere da sempre contrario allo sviluppo dell'industria della mondezza a Bracciano, ma in realtà non si è mai opposto formalmente a tale ipotesi. L'Università Agraria non ha mai preso parte alle conferenze dei servizi che si sono tenute in Regione per l'approvazione dell'AIA relativa agli impianti. In quelle riunioni l'unico ente pubblico che ha difeso il nostro territorio è stato il MIBACT; noi contestiamo all'Università Agraria la totale assenza in questa vicenda ed ora esigiamo una seria presa di posizione ufficiale. A noi non interessa pagare le conseguenze di una cattiva gestione del patrimonio. Poi potremmo dilungarci sulle enormi potenzialità che potrebbero offrire le terre intorno a Bracciano gestite dall’ente e che invece in alcuni casi vengono cedute definitivamente a privati dimenticando il vincolo di uso civico che ne dovrebbe vietare la vendita.
Ci meraviglia che consulenti legali ed esperti di uso civico pagati da anni abbiano potuto permettere tutto ciò e anzi ci preoccupa l’idea che questo potrebbe ripetersi anche per la zona di Cupinoro. Attendiamo fiduciosi che una amministrazione degna di tale nome finalmente intraprenda tutte quelle iniziative utili a valorizzare il territorio gestito per conto dei cittadini di Bracciano. Speriamo inoltre, per quanto riguarda il Quarto di Santa Lucia, che le Istituzioni militari provvedano alla bonifica dei terreni e non solo alla loro riconsegna
Nel corso dell’incontro presso il Comune di Bracciano tra gli altri ha preso la parola Tirabassi, consigliere di minoranza dell’università Agraria di Bracciano e già raggiunto da provvedimenti giudiziari nei primi anni Novanta per Braccianopoli relativa a tangenti proprio per la discarica di Cupinoro allora gestita dalla Silef e poi finiti con una sentenza di prescrizione. Come vi ponete rispetto a Tirabassi oggi?
Pensiamo di conoscere la vicenda di Cupinoro a fondo, perché purtroppo la seguiamo con scrupolosa attenzione sin dal 1991, per poter analizzare colpe e meriti di chi l'ha gestita. Certamente chi ha voluto accettare nel 1991 che Bracciano divenisse sede di discarica ha colpe immense come chi in quel periodo protestava per poi, improvvisamente, cambiare parere. Possiamo tranquillamente affermare che chiunque abbia messo le mani sulla gestione di Cupinoro dal 1991 ha sicuramente responsabilità enormi. Certamente sarebbe utile che tutti conoscessero la storia poco onorevole che ha coinvolto a vario titolo le istituzioni nella vicenda Cupinoro e soprattutto chi ha permesso fino al 2004 che un signore bergamasco potesse disporre del territorio a suo piacimento senza produrre uno straccio di garanzia e con rapporti sicuramente poco chiari con i vari “signori della monnezza” che imperversavano nell’intera nazione. Abbiamo montagne di documenti e probabilmente cercheremo di sistemarli in modo da metterli a disposizione della comunità. Nel frattempo però sarebbe utile che chi pensa di poter ancora operare nell’ombra, magari cercando operazioni poco trasparenti, faccia un passo indietro nell’interesse di tutti .
Nel corso della campagna elettorale tutti e sei i candidati in campo si sono opposti a nuovi impianti di smaltimento a Bracciano (a dire il vero il candidato Tellaroli ha mostrato una certa apertura se non a Cupinoro). Come giudicate l’operato del sindaco Tondinelli riguardo il caso Bracciano Ambiente e i successivi atti?
In realtà non tutti i candidati si schierarono per la chiusura definitiva di Cupinoro. Nel programma del candidato Tellaroli si parla di un impianto di selezione dei rifiuti (TMB) con vocazione esclusiva al recupero di materia per riutilizzo industriale (definizione che esclude la produzione di combustibile e l’incenerimento) e viene espressa contrarietà alle centrali a biogas. Nel programma del candidato Testini non c’è un’opposizione di principio alla realizzazione degli impianti (però ci si riferisce anche qui a un TMB senza produzione di combustibile). Purtroppo nell'avviso di asta pubblica il riferimento alla produzione di combustibile del TMB è incontestabile. E nessuno ci dice, anche se in seguito l’impianto non fosse autorizzato a produrre combustibile, che fine farebbero i rifiuti non riciclabili.
Sulla Bracciano Ambiente occorrerebbe capire quanti dei politici che hanno governato questo paese hanno veramente creduto nelle potenzialità dell'unica risorsa produttiva del territorio. Noi abbiamo sempre pensato ed espresso la nostra visione di ciò che avrebbe potuto essere e fare la Bracciano Ambiente ma la storia ci parla di amministratori sordi che hanno legato il destino della società e, purtroppo dei lavoratori, all'industria del rifiuto.
Voi ed altri cittadini avete promosso ricorsi amministrativi ancora pendenti. A che punto sono questi procedimenti?
Abbiamo impugnato il rinnovo l'AIA, l'appello alla sentenza non definitiva e a quella definitiva è pendente al Consiglio di Stato. E' pendente avanti al TAR il ricorso sul capping. E' inoltre pendente avanti al TAR la nomina del commissario ad acta.
Qual è il modello di gestione dei rifiuti al quale vi ispirate?
Il modello rifiuti zero basato sul riciclo e sul recupero di materia, che escluda quindi il recupero energetico – da sempre causa di inquinamento e sperpero di denaro pubblico. Intanto però, a livello nazionale, Renzi con lo Sbocca Italia decide di continuare con la politica dell'incenerimento, mortale e desueta, e spingere la grande truffa del biogas/biometano. Ecco a nostro avviso i punti fondamentali della gestione dei rifiuti: riduzione all’origine, raccolta differenziata spinta, compostaggio aerobico della frazione organica in piccoli impianti o compostiere di comunità, riciclo, riuso, tariffazione puntuale.
7) Avete più volte messo in risalto le criticità di un impianto di compostaggio anaerobico rispetto a quello aerobico. Quali sono le differenze e gli impatti sulla salute e sull’ambiente?
Ci permettiamo di correggere la domanda: il compostaggio anaerobico non esiste. Il compostaggio è soltanto aerobico, in presenza di aria. L’altro processo si chiama digestione anaerobica e viene svolto nelle centrali a biogas/biometano, chiamati anche biodigestori. Tramite il compostaggio si produce il compost, utilissimo in agricoltura. Tramite la digestione anaerobica, viene prodotto gas e digestato che invece sparso nei campi provoca inquinamento delle falde acquifere e il diffondersi di patologie quali il botulismo. L’unica utilità delle centrali a biogas/biometano – industrie insalubri di prima categoria – è solo per gli imprenditori, a causa dei forti incentivi sull’energia prodotta. Il neologismo ‘compostaggio anaerobico’ è stato coniato per confondere i cittadini in occasione del lancio del digestore di Scampia, e poi prontamente adottato dalla Regione Lazio e da altri.
Quali sono le vostre prossime iniziative nella battaglia per lo stop a Cupinoro?
I nostri prossimi atti saranno rivolti al sindaco e alla sua maggioranza ai quali chiediamo una delibera di Consiglio Comunale con una dichiarazione di totale contrarietà a qualsivoglia sviluppo di Cupinoro e contestualmente all'Università Agraria alla quale chiederemo di deliberare la loro contrarietà alla cessione dei terreni per lo sviluppo dell'industria della mondezza. Attenderemo l'esito dell'asta sugli impianti e metteremo in campo le azioni legali del caso.
Come vi ponete rispetto all’imminente bando per il servizio, oggi in proroga, di raccolta rifiuti che il Comune di Bracciano dovrà bandire?
Per quanto ci riguarda e come si evince dalle risposte precedenti chiediamo un bando che preveda una raccolta differenziata spinta tale da consentire il recupero massimo e il riuso della materia, si può ragionare sull'ipotesi avanzata dal sindaco di Cerveteri sulla realizzazione di un impianto di compostaggio aerobico comprensoriale ma siamo contrari a mega impianti. Esistono, infatti, ottime soluzioni con l'utilizzo di piccole compostiere di comunità. Altra condizione indispensabile è l'applicazione della tariffa puntuale che rappresenta un grosso incentivo alla minor produzione di rifiuti perché alla fine il miglior rifiuto è quello non prodotto. Chiediamo, infine, all'Amministrazione, garanzie sulla possibilità di ricollocare, a livello lavorativo, i lavoratori della fallita Bracciano Ambiente.
Graziarosa Villani
©Riproduzione Riservata
mercoledì 8 novembre 2017
Anguillara: Silvio Bianchini denuncia l’appalto scandalo per i servizi di pulizia
Silvio Bianchini, consigliere di minoranza e capogruppo consiliare Pd, carte alla mano denuncia il gravissimo caso dell’appalto per i servizi di pulizia bandito dalla giunta pentastellata. “Dopo 30 giorni dalla richiesta di accesso agli atti – ha commentato oggi il consigliere - ho ricevuto la documentazione che attesta quanto si ipotizzava. La carenza dei documenti di gara che rendono incomprensibile le attività e obblighi dell'impresa aggiudicataria è confermata. Assenza del capitolato speciale dove si sarebbe dovuto regolamentare le attività, modalità di esecuzione e mezzi d'opera per effettuare il servizio. Ora si spiega – dice ancora Bianchini - perché tre ditte non hanno accettato l'appalto. Non potendo definire con questi elementi le modalità e gli obblighi ma soprattutto l'impossibilità di assolvere con 40 ore al mese la pulizia di 1900 metri quadri. Ma va tutto bene cosa interessa a questi pseudoamministratori del Contratto Collettivo e della definizione dell'importo contrattuale desunto dalla superficie da pulire e modalità? Per risparmiare 20.000 euro – conclude Bianchini - avremo uffici e bagni letamaio, oltre 5 dipendenti ridotti alla FAME!!!”.
Minnucci: Ispra conferma Acea causa è causa crisi lago di Bracciano
“Dopo le tre relazioni di metà ottobre, arriva anche il documento conclusivo dell’ISPRA relativo alle condizioni del lago di Bracciano. A seguito dei sopralluoghi effettuati tra luglio e settembre 2017, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale conferma che alla base della crisi idrica del bacino e del deterioramento del suo habitat ci sono i pressanti prelievi condotti particolarmente nei periodi più siccitosi dell’anno. Preso atto dei risultati delle indagini, ora è necessario mettere in campo azioni determinate con l’obiettivo di salvare il salvabile, non solo da un punto di vista ambientale e naturalistico, ma anche da quello economico. In questo quadro, un ruolo fondamentale deve essere ricoperto dalle stesse Amministrazioni locali che hanno tutto il diritto, ma anche il dovere, di costituirsi parte civile e chiedere un risarcimento commisurato al danno subito. Le Amministrazioni locali, insieme all’Ente Parco, hanno la possibilità di intervenire immediatamente presso il TSAP al fine non solo di evitare nuove captazioni da parte di Acea ma anche di far rispettare la concessionaria in tutti i suoi aspetti. Istallazione dei sifoni di blocco automatico, interventi sulla rete idrica per risolvere il problema delle dispersioni e istallazione di un contatore pubblico presso le idrovore Acea ad Anguillara Sabazia: sono queste alcune azioni concrete da intraprendere sul piano infrastrutturale per iniziare a sanare lo stato idrogeologico del lago di Bracciano. Da un punto di vista economico, invece, è necessario proseguire il percorso indicato dal Presidente Zingaretti circa un risarcimento dei danni subiti dalle aziende e dalle piccole imprese del settore turistico e ricreativo a seguito del prosciugamento del bacino. È fondamentale che Regione Lazio, Comuni e Parco Bracciano-Martignano, decidano rapidamente le modalità da utilizzare per garantire sostegno alle attività più danneggiate. Così come fatto fin oggi, anche a partire dalla denuncia presentata in Procura a Civitavecchia, garantisco il mio contributo e il mio appoggio anche in questa fase: questa battaglia l’abbiamo iniziata insieme e insieme la proseguiremo”. Lo ha detto il deputato PD, Emiliano Minnucci, in merito alla crisi idrogeologica del Lago di Bracciano.
domenica 5 novembre 2017
Progetto sperimentale nella Asl Roma 4: Lo screening arriva in casa per una prevenzione sempre più a misura di persona
Una grande novità per la Asl Roma 4. Lo screening del colon retto arriverà direttamente nelle case degli utenti interessati con una modalità innovativa che permetterà alle persone stesse di effettuare il prelievo del campione e inviarlo comodamente infilando la busta in una qualsiasi buca delle lettere. La Asl Roma 4 è la prima Azienda Sanitaria nel Lazio a far partire questo progetto sperimentale. La ricerca del sangue occulto nelle feci è in grado di identificare il 25 per cento circa dei tumori del colon-retto. È raccomandata per tutti gli individui tra i 50 e i 75 anni di età, con cadenza biennale. Se viene associata a una colonscopia (ovvero a un esame del colon con un apposito tubo flessibile), effettuata ogni 10 anni dopo i 50 anni di età, è in grado di individuare il 75 per cento dei tumori. Nei Paesi occidentali il cancro del colon-retto rappresenta il secondo tumore maligno per incidenza e mortalità, dopo quello della mammella nella donna e il terzo dopo quello del polmone e della prostata nell'uomo. Come funziona il progetto sperimentale? Un invito in busta chiusa perverrà a mezzo posta nelle case degli utenti interessati. Dentro la busta è già presente il kit del prelievo con le istruzioni di prelievo e confezionamento. La persona non dovrà fare altro che seguire le istruzioni riportate e inserire il campione nella provetta inviata a casa. Dopo averla chiusa e inserita nell'apposita busta, seguendo le indicazioni per l'uso, potrà recarsi presso una qualsiasi buca delle lettere e inviare la busta preaffrancata.
Una tecnologia avanzata di microchip inserita all'interno della provetta misurerà la temperatura del campione, che quando arriverà al laboratorio della Asl, avrà registrato l'avvenuta conservazione del campione. Inoltre un sistema di etichette a riconoscimento automatico garantirà l'abbinamento corretto sul sistema gestionale.
Con questa modalità sperimentale, la Asl Roma 4 vuole avvicinarsi in modo concreto al cittadino, entrando nelle mura domestiche, per permettere un esame comodo e facile da eseguire. Invece di eseguire l'esame recandosi personalmente alla Asl per ritirare la provetta e riportarla come è avvenuto finora, il programma sperimentale permetterà lo screening con una comodità finora mai offerta all'utenza.
Entrando nello specifico, cosa troverà l'utente nella busta che riceverà per posta?
Il plico contiene un foglio con invito e istruzioni auto-prelievo, l' informativa screening); la provetta (Self-Sampling Bottle, fornito dalle ASL); una Bustina in Plastica con Chiusura a Pressione; una Busta di Ritorno LDPE, anti-taglio, impermeabile, tenuta stagna, secondo i requisiti del Min. della Salute.Con le Smart Label «Tempo & Temperatura» si rileva: quanto tempo è passato dal momento del prelievo del campione, se sono state superate le temperature limite, l’affidabilità complessiva del campione.
Il programma screening sperimentale della Asl Roma 4 partirà il 1 dicembre e durerà 5 mesi, al termine dei quali si tireranno le somme. L'intento è quello di aumentare la copertura di screening del colon retto, per migliorare lo stato di salute della popolazione residente nella Asl Roma 4. La prevenzione tramite lo screening è il modo più efficace di combattere l'insorgenza del tumore del colon retto. Se il progetto avrà esito positivo, la Asl Roma 4 avvierà le procedure di gara per affidare in modo definitivo il programma di screening. La Asl Roma 4 invita i Medici di Medicina generale, gli operatori sanitari e le associazioni di volontariato a sensibilizzare l'utenza su questo importante progetto sulla prevenzione.
sabato 4 novembre 2017
UIL FPL Roma e Lazio: a Bracciano sindaco Tondinelli rispetti le normativa in materia di salute e sicurezza sul posto di lavoro
Nel rilevare la persistente assenza di risposte e interventi di adeguamento alle normative vigenti in materia di salute e sicurezza sul posto di lavoro da parte dell’attuale amministrazione del Comune di Bracciano come richiesto e denunciato PIU’ VOLTE dalla Scrivente, occorre precisare quanto di seguito.
Finalmente si apprende, come per miracolo, che il Sindaco è diventato consapevole di quanto denunciato e rappresentato in merito alle pesanti e inaccettabili condizioni di lavoro E DEL GRAVE DISAGIO LAVORATIVO nel quale si trovano i dipendenti dell’Ente.
Pertanto si attendono immediati interventi di risanamento e adeguamento alla legge vigente in materia, in assenza dei quali OLTRE AD AGGRAVARE ULTERIORMENTE LA CONDIZIONE RISCONTRATA, il SINDACO dovrà rispondere anche politicamente di ogni inadempienza in merito.
Al Sindaco occorre ricordare le recenti modifiche alla struttura organizzativa realizzata più volte nel corso degli ultimi mesi in violazione dei corretti rapporti sindacali già evidenziati, PER LE QUALI A OGGI ancora SI DOMANDA CHI FA COSA nel Comune di Bracciano?
Al Sindaco occorre ricordare che l’Ente sta vivendo una fase particolare della sua gestione per la quale si dovrebbe lavorare maggiormente per rendere efficace ed efficiente la macchina organizzativa il cui motore, volente o nolente, sono i dipendenti che in questa ottica DEVONO ESSERE CONSIDERATI E VALORIZZATI e ai quali garantire trasparenza e chiarezza delle procedure e degli incarichi da svolgere e NON DISORDINE ORGANIZZATIVO E CARENZE derivanti da una GESTIONE CONFUSA E MALE ORGANIZZATA.
Al Sindaco occorre ricordare che i dipendenti continuano ad offrire servizi e assistenza spinti dal solo senso di responsabilità e abnegazione e da una generosità che li porta a lavorare spesso oltre il dovuto ricorrendo anche a risorse di natura personale.
Dov’è il Sindaco in tutto questo?
Dov’è il Sindaco quando la UIL FPL chiede di intervenire su una migliore gestione di un ente che oggi ricade nelle procedure di predissesto finanziario?
Dov’è il Sindaco quando la UIL FPL chiede di non ricorrere a personale esterno pagato con i soldi dei cittadini contribuenti poiché già presenti internamente all’Ente risorse disponibili e qualificate a svolgere ruoli e mansioni che oggi si vogliono attribuire a soggetti esterni?
Si ricorda al Sindaco che i diritti inviolabili della persona attengono ai diritti fondamentali sanciti nella nostra Costituzione e che i doveri di ogni dipendente pubblico sono ricadenti strettamente nella disciplina contrattuale vigente per la quale la Uil come ogni sindacato muove azioni e interventi.
Infine si vuole ricordare al Sindaco e ai cittadini tutti che la separazione dei poteri è uno dei principi cardine del costituzionalismo liberale, tale da connotare ogni democrazia costituzionale. Benché l’idea delle tripartizione delle funzioni fondamentali dello Stato (legislativa, esecutiva, giudiziaria) si ritrovi già in Aristotele, l’idea della separazione dei poteri più recentemente è riconducibile a Montesquieu, il quale aveva messo in evidenza la necessità che queste tre funzioni fossero affidate a organi diversi, in posizioni di reciproca indipendenza tra loro, al fine di evitare che potesse essere minacciata la stessa libertà. Processi e sentenze si rimandano alle sedi e istituzioni competenti verso le quali la Scrivente ripone ampia e incondizionata fiducia al fine di non alimentare una inutile e retrograda caccia alle streghe, lesiva del corretto e rispettoso rapporto tra il potere politico e l’istituzione giuridica.
I LAVORATORI E I SINDACATI SONO BEN SVEGLI E ATTENTI A FRONTE DI UN SINDACO CHE AL DI LA’ DI OGNI DICHIARAZIONE PUBBLICA SEMBRA INVECE ANCORA IN LETARGO NEL CONTINUARE A NON AGIRE E A NON FORNIRE RISPOSTE ADEGUATE NELLE SEDI ISTITUZIONALI PREPOSTE!
Rita Longobardi
Delegata territoriale
UIL FPL Roma e Lazio
venerdì 3 novembre 2017
Bracciano - Carabinieri ritrovano 6 cani rubati e denunciano un italiano per ricettazione
Nella mattinata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Bracciano hanno denunciato un cittadino italiano per il reato di ricettazione di 6 cani di razza.
Nel corso di un quotidiano servizio di controllo del territorio, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile hanno notato 6 cani di razza “Segugio Italiano” che stavano girovagando nel giardino di un 36enne, già conosciuto alle forze dell’ordine per i suoi trascorsi con la Giustizia.
I militari hanno voluto vederci chiaro e, ottenute dal presunto proprietario precarie giustificazioni circa il possesso dei cani, hanno indagato sulla loro provenienza scoprendo che identici animali, 15 giorni fa, erano stati rubati da un allevamento specializzato di Montefiascone (VT).
Il successivo intervento del personale specializzato della Asl ha confermato la provenienza degli animali ed ha evidenziato che i ladri avevano addirittura rimosso chirurgicamente i microchip che erano stati impiantati su di loro per non renderli rintracciabili in caso di controllo.
Tuttavia, il tentativo è risultato vano: i cani, alla vista del loro padrone, invitato in caserma per la restituzione, lo hanno festeggiato calorosamente.
giovedì 2 novembre 2017
“La Fortuna degli Etruschi”: il documentario questa sera in replica su Rai Storia
Il documentario “La Fortuna degli Etruschi” costituisce una tappa del progetto "Italia viaggio nella bellezza" realizzato da Rai Cultura in stretta collaborazione con il MiBACT ed è stato selezionato per lanciare la prossima stagione di questa importante iniziativa congiunta di valorizzazione del patrimonio culturale nazionale.
Partendo dai capolavori etruschi esposti nel Museo di Villa Giulia il documentario offre un itinerario inconsueto alla scoperta della fortuna di una delle civiltà più affascinanti dell'Italia preromana, la cui eredità è ancora oggi parte integrante del patrimonio identitario collettivo nazionale ed europeo.
Il documentario, curato da Massimiliano Griner con la consulenza scientifica di Luca Peyronel e la regia di Marzia Marzolla e Matteo Bardelli e la supervisione di Eugenio Farioli Vecchioli, Capo Progetto di "Italia viaggio nella Bellezza", è stato presentato la scorsa settimana nella Sede della Rai di viale Mazzini. La Fortuna degli Etruschi andato in onda il 30 ottobre alle 21.10 su Rai Storia (canale 54 del digitale terrestre) e in replica martedì 31 ottobre alle 09.30, mercoledì 1 novembre alle 06.30 verrà replicato anche giovedì 2 novembre alle 17.00 e alle 23.15, sempre su Rai Storia.
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