mercoledì 29 novembre 2017
Minnucci: "Acea azienda dalle uova d'oro sulle tasche dei cittadini. Raggi intervenga"
“Che Acea fosse un’azienda a scopo di lucro ne eravamo coscienti: oggi, però, dopo l’intervista rilasciata al Sole 24 Ore dall’Ad Donnarumma, veniamo a sapere che per Piazzale Ostiense i cittadini di romani e dintorni sono delle galline dalle uova d’oro da sfruttare per risolvere la crisi idrica della Capitale. Le parole rilasciate dal super manager scelto dalla Sindaca Raggi sono di una gravità inaudita e calpestano la dignità di tutti quegli utenti che pagano regolarmente il servizio idrico. Donnarumma in un sol colpo ci ha fatto sapere che l’azienda non ha in cantiere neanche un euro e che i 400 milioni di euro utili ad aumentare la capacità idrica della Capitale col raddoppio del Peschiera saranno a capo del Governo e delle Istituzioni. E perciò dei cittadini. In sintesi: se Acea si preoccupa delle sue tasche guardando anche oltre confine con investimenti in Honduras, Perù e Kazakistan, alla crisi idrica di Roma dovranno pensarci i cittadini pagando le loro bollette. Di fronte questo quadro è paradossale che Virginia Raggi non abbia ancora chiesto chiarimenti: da socia di maggioranza dell’azienda, la Sindaca ha il dovere di scendere in campo chiedendo spiegazioni per un piano investimenti bizzarro che penalizza Roma e tutta la sua area metropolitana”. Lo ha detto il deputato dem, Emiliano Minnucci.
Asl Roma 4 su ospedale Padre Pio di Bracciano
L’Azienda Sanitaria Asl Roma 4 punta al potenziamento del nosocomio di Bracciano, in un’ottica di incremento della qualità delle cure e dell’offerta all’utenza che risiede sul territorio del distretto 3.
In questi ultimi mesi è stato un susseguirsi di lavori ed ammodernamenti per rendere l’ospedale più funzionale ed efficiente. Al Pronto soccorso è stata realizzata una nuova pavimentazione e l’installazione della nuova segnaletica che verrà terminata a gennaio. Al Secondo piano del nosocomio è stata avviata la progettazione degli Ambulatori Chirurgico ed Infermieristico. Nei vari piani dell’ospedale dal piano terra a salire si procede al rifacimento completo dei connettivi, con la realizzazione dei nuovi massetti, pavimentazione in ceramica, rasature, tinteggiature delle parteti, accessori di protezione dagli urti e nuove sale di attesa. Al terzo piano, si sta procedendo alla ristrutturazione del reparto Week Surgery con un ampliamento della sala degenza con un restyling delle pareti e la creazione di nuove sale di attesa. All’interno dell’ospedale verrà poi realizzata una nuova Guardia medica nei locali del vecchio pronto soccorso (al primo piano). Inoltre l’azienda Sanitaria è in attesa dell’autorizzazione del Nucleo di Valutazione regionale, comunque già accordata dalla Regione, per la realizzazione del nuovo Reparto di Lungodegenza con 20 posti letto. Nel reparto di Medicina situato al 1 piano saranno a breve installati nuovi infissi con zanzariere, e sono stati installati gli impianti di condizionamento nei reparti
Importante anche l’attenzione che la Asl Roma 4 sta dedicando al territorio del Distretto 3: è stata infatti ultimata la ristrutturazione dell’ex Mattatoio di Bracciano in via Claudia, dove sarà collocato il servizio di Medicina Legale (attualmente sito in Via santa Lucia). Nello stesso immobile partirà anche il nuovo Servizio Centro Diurno per bambini affetti da patologie del Comune di Bracciano, di prossima inaugurazione, in un’ottica di sinergia tra enti.
Oltre agli interventi strutturali, importanti anche gli interventi mirati all’umanizzazione e all’attenzione verso le categorie più fragili. Ricordiamo infatti che anche nel nosocomio braccianese, così come in quello di Civitavecchia, è stato appena attivato il codice rosa al Pronto Soccorso, un codice dedicato alle donne vittime di violenza, che avranno un percorso dedicato, assistito e protetto all’interno dell’Ospedale in rete con il territorio.
Trevignano: Eletto il Consiglio Direttivo della Lega – Noi con Salvini
Lo scorso 23 novembre si è riunita nella sede di Lega – Noi Con Salvini, a Trevignano Romano, un’assemblea degli iscritti che ha eletto il Consiglio Direttivo, entrando così nel vivo dell’attività politica in preparazione delle prossime consultazioni elettorali. Come primo impegno, il nuovo organo del movimento, ha organizzato per i prossimi 2 e 3 dicembre l’appuntamento con la raccolta firme contro lo Ius soli, come nel resto d’Italia. Il gazebo di Lega – Noi con Salvini sarà presente in Piazza Vittorio Emanuele III dalle 9.30 alle 13.30.
Questo il nuovo Consiglio Direttivo: Marco Riezzo, Walter Baldini, Raffaella Selvaggini, Gianfranco Crocicchi, Roberta Mariotti, Andrea Iaia, Lucia Colavalle Tuccimei, Marco Mirra, Benedetto Gazzella, Fabrizio Paris, Marco Catena, Martina Catarci
domenica 26 novembre 2017
Bracciano: Asilo nido comunale dopo il flop cambiano le regole
Un servizio che era nato per 60 bambini e che ne ospita oggi solo 6. A Bracciano è un flop il debutto dell’asilo comunale, malgrado la struttura sia stata realizzata ad hoc con fondi regionali. La debacle è tale che nel corso del Consiglio comunale del 24 ottobre a solo 6 mesi dalla sua prima adozione si è dovuto procedere alla revisione del regolamento. Si è dato un maggiore punteggio al nucleo monogenitoriale e sono state ampliate le fasce contributi da 4 ad 8 fasce. A porre in evidenza lo scarso riscontro avuto dal nuovo asilo, a fronte di una spesa in tre anni di 143mila euro circa per l’affidamento alla cooperativa Gialla che lo gestisce, il consigliere d’opposizione Claudio Gentili. Sulla questione il sindaco Tondinelli non ha mancato di dire la sua prendendosela, come avviene spesso, con la passata amministrazione e parlando tuttavia di un errore. In replica l’assessora Alimenti si è detta soddisfatta del lavoro svolto (Sic). Oltretutto gli amministratori hanno detto che il finanziamento poi concesso dalla Regione per 500mila euro era stato chiesto dalla passata giunta. E’ quindi intervenuto il capoarea Bucefalo che ha spiegato le ragioni del ritardo tra le quali la individuazione della Commissione consiliare Servizi Sociali che avrebbe dovuto esprimere un parere consultivo, commissione definita poi dal sindaco nel corso della seduta “illegale” (al riguardo è nota la querelle sulle commissioni consultive e la loro cancellazione, fatto stigmatizzato dall’opposizione). Il nuovo regolamento se si esclude l’aumento delle fasce di reddito che certamente potranno favorire un maggiore riscontro risulta tuttavia ancora carente sotto vari punti di vista, almeno ad un confronto con la gestione di servizi analoghi in altri Comuni. Perché non è consentita la possibilità alle gestanti al settimo mese di gravidanza di presentare domanda? Perché non sono stati riservati parte dei posti disponibili ai dipendenti comunali? Perché il Regolamento non menziona i titoli che devono essere posseduti dagli educatori e non dettaglia in modo più articolato le procedure di formazione relativa. Perché non è indicato nel dettaglio il numero delle figure professionali previste in organico? Perché non è prevista la figura di un pediatra che periodicamente effettui visite e consulenze in loco? Perché non è previsto uno specifico articolo che regoli la fruibilità degli spazi esterni? Perché non sono state indicate specifiche norme che, in combinato disposto con altri regolamenti, prevedano monitoraggi ambientali riguardanti nello specifico i campi elettromagnetici, in ossequio al principio di precauzione in materia, e della qualità dell’aria? Visto come stanno le cose la Regione Lazio potrebbe in futuro decidere di dirottare fondi importanti, come quello dato per il nuovo asilo, verso Comuni che almeno sappiano dire grazie e mettere a frutto i fondi pubblici loro assegnati.
venerdì 24 novembre 2017
Messina: la Finanza effettua sequestri alla famiglia di Francantonio Genovese
I finanzieri del Comando Provinciale di Messina a conclusione di una complessa serie di indagini di polizia economico-finanziaria dirette dalla Procura della Repubblica di Messina per i reati di riciclaggio, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta di beni hanno proceduto ieri all’esecuzione del sequestro, in vista della confisca, di società di capitali, conti correnti, beni mobili ed immobili, ed azioni riconducibili all’onorevole Francantonio Genovese, al figlio Luigi, appena eletto all’assemblea regionale siciliana nella lista di Forza Italia ed ai suoi più stretti familiari. Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Messina, Salvatore Mastroeni.
Le indagini hanno inizialmente consentito di rinvenire fondi esteri per un ammontare pari ad oltre 16 milioni di euro, schermati da una polizza accesa attraverso un conto svizzero presso la società Credit Suisse Life Bermuda Ltd.: fondi in parte transitati presso un istituto bancario di Montecarlo ed intestati ad una società panamense (Palmarich Investments) controllata da Francantonio Genovese e dalla moglie Chiara Schirò; in parte (per oltre 6 milioni ) trasferiti in contanti in Italia direttamente al Genovese resi così irrintracciabili. La provenienza del denaro veniva riferita dall'indagato al proprio padre Luigi (cl.1925). Le verifiche sui redditi di Francantonio Genovese e del di lui padre non consentivano di considerare compatibile tale patrimonio con le entrate dichiarate. Da qui la contestazione di riciclaggio per denaro derivante da reato, quantomeno da evasione fiscale. Successivamente, dopo che la stessa Schirò aveva aderito alla voluntary disclosure per la parte di sua competenza ed ai limitati effetti delle sanzioni previste dalla annualità in corso di accertamento, sono emersi ulteriori gravi illeciti. Dopo che, a partire dal 2016, al Genovese erano stati notificati da parte dell’Agenzia delle Entrate alcuni avvisi di accertamento per oltre 20 milioni di euro derivanti dalla conclusione di verifiche fiscali condotte nei suoi confronti, le indagini hanno messo in luce una complessa attività di ulteriore riciclaggio finalizzata anche a frodare il fisco. E’ emerso infatti che gli indagati, anche avvalendosi di alcune società a loro riconducibili, hanno posto in essere diverse operazioni immobiliari volte a trasferire ad altri soggetti beni immobili e disponibilità finanziarie in possesso di Francantonio Genovese per eludere il possibile sequestro dei 16 milioni provento del riciclaggio e per sottrarsi fraudolentemente al pagamento delle imposte e delle correlative sanzioni amministrative che frattanto venivano ad ammontare a circa 25 milioni di euro. In tal modo il Genovese, nel tentativo di sfuggire all’aggressione patrimoniale nei suoi confronti, si è spogliato di tutto il patrimonio finanziario, immobiliare e mobiliare a lui riconducibile, in via diretta e/o indiretta, per tramite della società schermo GE.FIN. s.r.l. (ora L&A Group s.r.l.) e Ge.Pa. s.r.l., di cui deteneva il 99% ed il 45% delle quote sociali, trasferendolo al figlio Luigi insieme a denaro proveniente dal precedente riciclaggio. Ulteriori approfondimenti, hanno consentito di accertare che il citato professionista, ha di fatto dismesso le proprie partecipazioni societarie attraverso strumentali e complesse operazioni di riorganizzazione del patrimonio sociale delle medesime. Nel dettaglio, ricorrendo alla cosiddetta tecnica dell’altalena: - dapprima è stata deliberata la riduzione del capitale sociale, al di sotto della soglia di legge prevista dall’art. 2482 ter c.c., delle medesime società per far fronte alle perdite artificiosamente generate dagli stessi indagati; - successivamente è stato disposto il ripianamento delle stesse attraverso un nuovo versamento di capitale a carico dei soci. In tali circostanze, anziché provvedere in prima persona, nonostante il comprovato possesso di risorse finanziarie, l’indagato ha dichiarato di rinunciare alla qualità di socio per mancanza dei fondi necessari, poche decine di migliaia di euro, per partecipare all’aumento di capitale, permettendo così, ex novo, l’ingresso in società del figlio, Luigi Genovese (classe 1996), privo di risorse economiche proprie. Questo manovre hanno consentito tra l’altro al Genovese con la complicità del figlio Luigi di vanificare gli effetti del pignoramento che sulle sue quote era stato effettuato da Riscossione Sicilia. Egli infatti ha partecipato come custode delle quote alle assemblee nelle quali si è deciso di azzerare il valore delle proprie azioni - dell’importo di svariati milioni di euro - e di consentire al figlio Luigi di subentrare - con la sottoscrizione di strumentali aumenti di capitale - nella titolarità piena della società eludendo il pignoramento. Le finalità illecite delle condotte sono state dimostrate dal fatto che quest’ultimo, ha versato la propria quota di capitale con denaro bonificatogli, nei giorni immediatamente precedenti alle operazioni in argomento, dal padre. Il decreto di sequestro preventivo è stato notificato oltreché a Francantonio Genovese ed alla moglie Chiara Schirò, anche, al figlio Luigi Genovese, alla sorella Rosalia Genovese, al nipote Marco Lampuri accompagnato da informazione di garanzia per i reati di riciclaggio e sottrazione indebita. L’ammontare complessivo del valore delle aziende, dei conti e degli immobili sequestrati perché considerati profitto ovvero strumento dei reati commessi, supera i 100 milioni di euro e rappresenta il sequestro preventivo più cospicuo mai effettuato dalla Procura dall'Autorità Giudiziaria di Messina.
Fermiamo Cupinoro soddisfatti su asta deserta ma la guardia resta alta
"Il movimento Fermiamo Cupinoro si dichiara soddisfatto per l’esito negativo dell’asta fallimentare che avrebbe sbloccato la vendita delle autorizzazioni per costruire nuovi e devastanti impianti di trattamento dei rifiuti nel nostro territorio. Noi e altri comitati cittadini abbiamo messo in campo tutto ciò che era possibile: azioni legali, esposti, ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato, denunce, richieste di analisi ambientali fino alla richiesta (accolta) per l’indagine della Commissione Europea sui molti lati oscuri della gestione della discarica. Abbiamo chiamato a raccolta i cittadini e gli amministratori, e ben 6 sindaci del territorio hanno risposto al nostro appello. Abbiamo ricordato all’Università Agraria di Bracciano i suoi doveri e le sue responsabilità in qualità di proprietaria dei terreni ed ente di tutela. L’asta è andata deserta, ma purtroppo non finisce qui.
L’incontro in Regione Lazio non lascia presagire nulla di buono. Sindaci presenti, ci è stato detto che l’Autorizzazione Integrata Ambientale sugli impianti in scadenza a Maggio 2018 si rinnoverà automaticamente per i prossimi 5 anni. Lo smaltimento e il recupero di energia dai rifiuti è tuttora la strategia perseguita da Governo e Regione, e il Piano Rifiuti in preparazione (guarda caso prodotto a fine mandato) difficilmente segnerà un cambio di direzione. Questo significa centrali a biogas per l’organico e produzione di combustibile da rifiuti per l’incenerimento nelle centrali e nei cementifici. Significa inquinamento, minacce alla salute, spreco di soldi pubblici. A nord di Roma non c’è ancora un polo per chiudere il ciclo dei rifiuti con questa strategia da incubo. Quindi la guardia va tenuta alta.
Siamo inoltre preoccupati per lo stato di apparente abbandono del sito dove invece è necessaria la definitiva messa in sicurezza e bonifica, e vorremmo conoscere i motivi che impediscono l’escussione della polizza di circa 8 milioni di euro che servirebbero allo scopo. Per parlare di tutto questo e altro, invitiamo i lettori alla cena di sottoscrizione che si svolgerà Venerdì 1 Dicembre al ristorante La Fienatora a I Terzi (info sulla pagina fb di Fermiamo Cupinoro) in occasione dell’anniversario dell’Associazione Raggio Verde che sostiene la nostra azione legale contro la minaccia di Cupinoro".
La minaccia Acea incombe ancora su quel che resta del lago di Bracciano
Un protocollo per la gestione delle emergenze idriche, un nuovo piano di gestione del lago, l’installazione di un sistema di misurazione delle captazioni, un censimento dei pozzi che attingono dalle falde intorno al lago a carico della Città Metropolitana di Roma Capitale, la valutazione di massima di un sistema di blocco automatico delle captazioni, e l’autorizzazione per nuove concessioni. Sono queste le principali conclusioni raggiunte il 22 novembre alla riunione convocato dalla Regione Lazio per discutere dell’emergenza idrica del Lago di Bracciano.
Le istituzioni hanno proposto una serie di misure ben definite. In primis l’installazione di un misuratore presso gli impianti di Castello Vici, ad Anguillara e di altri misuratori magnetici presso gli impianti di sollevamento di Cesano. Inoltre - in ottemperanza a quanto disposto dal disciplinare della concessione - è stata chiesta l’installazione di un sistema automatico di saracinesche in grado di interrompere la captazione non appena si supera la soglia limite. E'stata inoltre posta la questione relativa alla questione della separazione delle acque nere dalle acque bianche in modo da favorire un maggiore afflusso delle acque piovane verso il lago ed è stata inserito nel pacchetto anche un piano per la pulizia dei fossi.
Ci sono poi le questioni legate all’emergenza attuale, come per esempio i costi legati alla rimozione delle alghe dalle spiagge per cercare di ridurre l’apporto di fosfati e anche la questione degli indennizzi agli operatori economici danneggiati dall’abbassamento del livello del lago.
Un capitolo a parte è poi rappresentato dalla necessità di attrezzare interventi di manutenzione straordinaria sui pontili di attracco della Motonave Sabazia II.
La Regione Lazio ha richiamato tutti gli Enti presentialle proprie competenze. In primo luogo la Città Metropolitana che entro due settimane dovrà fornire una mappa dei pozzi presenti nel bacino imbrifero del lago. Si tratta di uno strumento che doveva essere stato realizzato già da tempo e al quale le istituzioni del lago avevano dato la piena disponibilità a collaborare anche con l’impiego delle Polizie locali e dei Guardiaparco già a partire dallo scorso mese di maggio.
Dal canto suo Acea ha dichiarato che la situazione è ancora di piena emergenza idrica e che dalle sorgenti del Capore sono stati recuperati appena 100 litri al secondo, per cui, in caso di necessità saranno di nuovo costretti a prendere acqua dal Lago di Bracciano. Anche se ora il lago è oltre il suo minimo storico a meno 197 centimetri rispetto allo zero altimetrico fissato a 163,04 metri sul livello del mare.
Per scongiurare questo scenario, la Regione ha dato la sua disponibilità ad autorizzare nuove concessioni e l’Acea ha annunciato un piano di investimenti di circa 27 milioni di euro. Inoltre Acea ha specificato che i costi degli interventi richiesti saranno caricati in bolletta, saranno cioè a carico dei cittadini.
Nel frattempo, la Regione ha imposto ad Acea di mettere a punto un protocollo per la gestione delle emergenze affidato direttamente alla Regione e di prevedere un nuovo modello di gestione della risorsa stessa.
(Fonte Comunicato congiunto)
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