venerdì 25 settembre 2026

Antonello Angiollillo e Sabrina Marciano: “con Delia Nostra sul palco tutta la gioia, l’eleganza e la bellezza del teatro musicale”

Intervista doppia agli eclettici interpreti della scuola di Garinei e Giovannini in scena il 4 ottobre 2026 a Bracciano per la seconda edizione de Il Delia Scala in Musica
Bella, brava, bionda. C’è anche una quarta B nella vita di Delia Scala, quella di Bracciano dove nacque il 25 settembre 1929 perché suo padre collaudava aerei Caproni alla base dell’aeronautica di Vigna di Valle. Da alcuni anni il teatro frutto della riqualificazione di una struttura già impiegata nelle ferriere porta il nome dell’antesignana delle soubrette e regina indiscussa della commedia musicale italiana. Ma finora nessuno spettacolo l’ha mai celebrata nella sua cittadina di nascita. Con Delia Nostra, primo dei due appuntamenti in programma il 4 ottobre alle 18 per la seconda edizione della rassegna Il Delia Scala in Musica per la direzione artistica di Amarilli Nizza, il Comune di Bracciano, in collaborazione con Claudia Biadi Music Academy ETS e con il contributo della Presidenza del Consiglio regionale del Lazio, le rende un doveroso omaggio. Sul palco ci saranno Antonello Angiolillo e Sabrina Marciano, accompagnati al pianoforte da Claudio Zitti. Chi meglio di loro cresciuti dalla stessa ditta di Garinei e Giovannini e nel tempio del Sistina? In questa intervista i due interpreti svelano le fasi di preparazione per quello che si annuncia un evento imperdibile.
Antonello Angiolillo e Sabrina Marciano, come vi state preparando per portare in scena uno spettacolo dedicato a Delia Scala, una soubrette a tutto tondo in grado di danzare, cantare e recitare? Marciano - Ci stiamo preparando concentrandoci sul periodo d'oro della commedia musicale di Garinei e Giovannini, nella quale Delia Scala è stata la protagonista. È stata interessante la ricerca per questo spettacolo perché on line c’è tantissimo materiale anche video che celebra questo talento. Stiamo cercando di ricreare la magia dei grandi duetti che Delia Scala ha interpretato a teatro, al fianco di alcuni grandi come per esempio Carlo Dapporto, Walter Chiari, Domenico Modugno. Vogliamo riportare sul palco la gioia, l'eleganza e la bellezza del teatro musicale di quegli anni, fatto di talento e studio. Angiolillo - Diciamo che, come sempre, si parte dallo studio. Si studia il personaggio che si deve interpretare sotto tanti punti di vista. In questo caso essendo un'artista nota ci sono tanti documenti scritti e video che la riguardano. Quando si vede un artista come lei cantare, recitare e ballare, il pubblico è portato a pensare: beata lei che fa l’artista e si diverte, oppure vede come facili le cose che si fanno. Quello che il pubblico vede è solo la punta di un iceberg fatto di tanto lavoro, sacrifici e studio. Studio sui personaggi ma anche studio per mantenere la nostra macchina sempre pronta, reattiva ed efficace. Come noi facciamo, immagino che anche Delia Scala trascorresse molto del tempo delle sue giornate a studiare. A mantenere il corpo, la voce e la mente sempre allenate. Un gran personaggio che come me nasceva dalla danza e quindi il feeling è piuttosto forte. Posso quasi sentire i suoi pensieri di fronte ad un nuovo lavoro da affrontare. Quali gli aspetti della sua vita professionale che vi hanno colpito? Marciano - La sua preparazione rigorosa e il suo talento. Veniva dallo studio della danza alla Scala di Milano, e questa solida preparazione le ha permesso di portare sul palcoscenico una tecnica e un’energia fino ad allora mai viste. E la disciplina appresa con la danza l’ha portata ad approfondire il canto e la recitazione e ha fatto di lei un’artista completa. Sapeva ballare cantare e recitare con uno stile inconfondibile. Angiolillo - L’enorme poliedricità. Un aspetto che per l’epoca in Italia era quasi inesistente. Chi ballava, ballava, chi cantava cantava e chi recitava recitava. Lei ha portato in scena l’insieme delle tre arti. Provenite entrambi dalla “scuola” di Garinei e Giovannini. Quali insegnamenti serbate di questi grandi maestri? Marciano - Prima di incontrare Pietro Garinei, anche noi abbiamo studiato danza, recitazione, canto. Poi questo incontro ci ha fatto entrare nel mondo del teatro dalla porta principale. Abbiamo lavorato insieme per alcuni anni ed è stato davvero un privilegio. Sicuramente la serietà sul lavoro, la responsabilità sul palco, la professionalità e il rispetto del lavoro, sono cose che abbiamo vissuto. Potrei dire che abbiamo lavorato con gli ultimi “signori”. Angiolillo - In realtà non provengo da quella “scuola”, era già da un po’ che lavoravo e studiavo in Italia e all’estero. Però Garinei e Giovannini sono stati un meraviglioso imprinting professionale ed è stato un periodo fondamentale, specialmente per l’incontro con Sabrina Marciano, Laura Ruocco e Fabrizio Paganini, quello che è poi diventato il Quartetto G. Una lettera riconoscibile direi. Dalla commedia musicale al musical. Nel tempo come è cambiato il genere e quali sono state e sono le influenze provenienti dall’estero in questo ambito? Marciano - Commedia musicale e musical sono due cose diverse. La commedia musicale appartiene alla nostra tradizione teatrale italiana, anche se il musical in Italia negli ultimi anni è molto richiesto e seguito. Le influenze dall’estero ci sono e ci sono sempre state, ma a nostro parere invece di importare solo spettacoli dall’estero, bisognerebbe continuare a scrivere storie che ci somiglino un po’ di più. Angiolillo - Sono due generi completamente diversi e con regole di scrittura e drammaturgiche diverse. Il musical non è un'evoluzione della commedia musicale italiana. Non c’è stato quindi alcun cambiamento di genere, semplicemente col tempo, in Italia, ha preso più piede il musical lasciando alla commedia musicale quell’angolo nostalgico che ogni tanto porta qualche produzione a rimetterne in scena una. Il Musical è di derivazione anglosassone e americana quindi direi che sono tutte influenze dall’estero. Mentre la commedia musicale si è fermata ed è rimasta fedele a se stessa nel suo afflato nostalgico, il Musical ha avuto, e continua ad avere, una sua evoluzione specialmente nella varietà di generi all’interno della sua grande famiglia. Furono molti i duetti di Delia Scala, anche voi lavorate spesso in duetto. Quali alchimie si creano tra i due interpreti? Marciano - Io e Antonello ci conosciamo da tanti anni. Poi al termine del secondo spettacolo con Garinei abbiamo creato un quartetto, con Laura Ruocco e Fabrizio Paganini, il Quartetto G in omaggio appunto a Garinei. Se si va d’accordo e si è amici da tempo, come noi, il lavoro diventa creativo e molto interessante. Angiolillo - Ci sono due lati da analizzare in questo caso. Le alchimie che nascono grazie al lavoro insieme tra due artisti che non si conoscono e le alchimie che si confermano tra due artisti che sono, magari anche amici, e vengono messe al servizio del duetto. Noi apparteniamo al secondo caso. Io e Sabrina ci conosciamo da tanto, dai tempi del Quartetto G appunto, dal lontano 1993 e così come per gli altri due compagni di viaggio citati prima, siamo un po’ come fratello e sorella e questo fa fare al lavoro insieme un gran salto di qualità. Questo perché oltre all’alchimia già esistente c’è una conoscenza reciproca e una complicità che non possono far altro che far lievitare l’esecuzione. Quando invece non si conosce l’altra persona, se nasce l’alchimia, diventa, anche per il pubblico, come il sapore di una scoperta continua. In base alla vostra esperienza è ancora possibile un approccio multidisciplinare al palcoscenico come fu quello di Delia Scala da parte dei giovani, oggi? Marciano - Certo! Oggi i giovani sono molto preparati e in Italia sono nate tante scuole professionali di musical. Un giorno o l’altro sarebbe bello avere un’altra Delia Scala. Chissà… Angiolillo - Lo è già da anni. Da quando la compagnia de La Rancia, portò in Italia il primo musical La piccola bottega degli orrori e poi divenne un genere che esplose al livello nazionale l’anno successivo, 1990, con A Chorus Line dove io mossi i miei primi passi professionali. Da allora c’è stato un crescendo e oggi esistono diverse scuole riconosciute dove l’approccio multidisciplinare è la base del lavoro dell’artista di musical. Diciamo che Delia Scala fu ante litteram in questo. Spettacolo a ingresso libero Prenotazioni su https://www.eventbrite.it/e/delia-nostra-tickets-2001008939604

giovedì 3 settembre 2026

La fotografia diffusa torna protagonista sul lago di Bracciano Tredici mostre fotografiche per Immagini sul Lago 2026

Dal 19 al 27 settembre Evento inaugurale il 19 settembre alle 11.30 al Consorzio Lago Bracciano. Settimana fotografica tra esposizioni, laboratori, sperimentazioni. In programma anche una maratona fotografica sul tema “Acqua è vita”. Oltre duecento partecipanti al Concorso Fotografico Nazionale. Manifestazione riconosciuta da FIAF-Federazione Italiana Associazioni Fotografiche Dal 19 al 27 settembre il lago di Bracciano diventa una grande galleria fotografica con la quarta edizione di Photofest Immagini sul Lago. Crescono i numeri dell’edizione 2026 con ben tredici mostre fotografiche, tutte ad ingresso libero, diffuse nei tre paesi rivieraschi e al Musam-Museo Storico dell’Aeronautica Militare. L’arte fotografica diventa anche oggetto di interessanti workshop, laboratori oltre che di una maratona fotografica finora inedita sul territorio. Non manca anche quest’anno il concorso che mette in palio buoni acquisto di materiale fotografico. Grande l’impegno organizzativo delle associazioni culturali promotrici - Il Lago Incantato e Il Vivaio delle Immagini - che possono vantare il riconoscimento ufficiale della manifestazione da parte di FIAF-Federazione Italiana Associazioni Fotografiche oltre che del patrocinio di Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale, Comuni di Bracciano, Trevignano Romano e Anguillara Sabazia e del Consorzio Lago Bracciano. La manifestazione si svolge in collaborazione con APT Trevignano Romano, Proloco Anguillara Sabazia e AssoCommercianti Bracciano. Il grande festival della fotografia inaugura il 19 settembre 2026 alle 11.30 con un evento aperto a tutti presso il Consorzio Lago Bracciano in lungolago Giuseppe Argenti a Bracciano nel corso del quale, alla presenza dei sindaci del territorio, gli autori illustreranno le loro mostre. In programma, per l'occasione, un rinfresco e un brindisi offerto da Cantine Capitani e un giro in battello per tutti i partecipanti. Nella stessa giornata apriranno le mostre fotografiche. “L’edizione 2026 - commentano Osvaldo Sponzilli e Michele Buonanni - è particolarmente ricca. Iniziamo con grande entusiasmo visto il consenso crescente delle istituzioni e del pubblico. Molto vari i temi delle mostre. Riteniamo inoltre che la formula della fotografia diffusa, oltre a essere strumento importante per la promozione del territorio, metta anche bene in evidenza lo spirito di forte collaborazione che sta dietro al Photofest”. Si annuncia una settimana per immagini di grande partecipazione. L’evento di chiusura si terrà domenica 27 settembre dalle 17 alle 20 a Trevignano Romano presso la sala conferenze della Banca di Credito Cooperativo Provincia Romana in via IV Novembre 2. In programma, nel corso del pomeriggio, la proiezione del video The Ameriguns, intervista a Gabriele Galimberti “Dove nasce la Meraviglia”, la intervista alla fotografa Yuliya Vassilyeva Un viaggio fotografico attraverso laghi, paesaggi e forme di vita. Ed ancora Le emozioni degli uccelli, Michele Buonanni intervista Paolo Nicolai ed Erotica, incontro con Ivana Galli. Al termine premiazione del Concorso e della Maratona fotografica. Le Mostre Trevignano Romano Laghi nel mondo – Foto di viaggio - Mostra fotografica di Yuliya Vassilyeva, lungolago, Trevignano Romano, 19-27 settembre, orari: sempre visitabile. Agrosfera – Storie di Tradizione e Innovazione - Mostra fotografica facente parte della manifestazione Agrosfera, il nuovo Progetto Fotografico Collettivo Nazionale della FIAF per il 2025-2026 incentrato sul settore agroalimentare. Lungolago, Trevignano Romano, 19-27 settembre. Orari: sempre visitabile. Oltre i Ritratti Mostra fotografica di Alessandro Guadagni, Parco Giochi, via degli Asinelli 10, Trevignano Romano, 19-27 settembre. Orari: 9-20. Sguardi ed emozioni - Un percorso fotografico dedicato alla dimensione umana e relazionale dello sguardo Mostra fotografica di Cristina Barduagni, 19-27 settembre - Bar La Vela, via della Rena 23, Trevignano Romano. Orari: da mercoledì a Lunedì 7:30–20:30 Martedì chiuso. Le famiglie di Trevignano – Archivio Storico — Un progetto di memoria collettiva che restituisce volti e storie della comunità locale attraverso immagini d’archivio. A cura di Alessio Romeo, 19-27 settembre, portico Palazzo Comunale, Piazza Vittorio Emanuele III, Trevignano Romano, Orari: sempre visitabile. Identità: soglia e sedimentazione - Progetto sperimentale nato da un laboratorio di ricerca visiva sull’identità contemporanea, Laboratorio e mostra fotografica di Ivana Galli, 19-27 settembre, IL VIALE caffè&bistrot via della Rena 72, Trevignano Romano, Orari: lunedì–venerdì 8:30–15, sabato e domenica 8:30–18, mercoledì chiuso. Anguillara Sabazia Volti di Guerra Mostra fotografica di Ottavia Massimo, 19-27 settembre - Passeggiata lungolago - Anguillara Sabazia - Orari: sempre visitabile Ricchi per un giorno Mostra fotografica di Franco Buoncristiani, 19-27 settembre - Passeggiata lungolago - Anguillara Sabazia. Orari: sempre visitabile. Anguillara Racconta Mostra fotografica di Giosiana Giuliani, 19-27 settembre, centro storico, Anguillara Sabazia. Orari: sempre visitabile. Ritratti in Cronaca - Mostra fotografica di Graziarosa Villani - Museo Storico della Civiltà Contadina e della Cultura Popolare “Augusto Montori”, via Doria D’Eboli 2, Anguillara Sabazia - 19-20 26-27 settembre, Orari: sabato e domenica 10:30–13 15–18. Vigna di Valle Fauna acquatica - Un racconto fotografico dedicato agli ecosistemi e alla vita animale legata all’ambiente lacustre Mostra fotografica di Paolo Nicolai, 19-27 settembre, Museo Storico dell’Aeronautica Militare - MUSAM, via Circumlacuale, Vigna di Valle, Orari: da martedì a venerdì 10–16.30, sabato e domenica 10–18, lunedì chiuso. Bracciano Memorie Abitate - Mostra fotografica di Giosiana Giuliani, 19-20 26-27 settembre, Salotto Belvedere, via Fioravanti 46, centro storico, Bracciano, Orari: sabato e domenica 11–22. Volti di un’Epoca: documentario su un decennio di profonde trasformazioni sociali ed economiche - Mostra fotografica di Edoardo Fornaciari, 19-27 settembre, piazza del castello Bracciano, Orari: sempre visitabile. I Laboratori Genos – Siamo sempre uno, ma con qualcun altro prima di noi di Ivana Galli, dal 19 al 27 settembre, IL VIALE caffè & bistrot, via della Rena 72, Trevignano Romano. Attraverso un set fotografico aperto a tutti, l’artista realizzerà leporelli che accostano i volti di genitori, figli, fratelli, nonni.
Le immagini si completano solo nell’unione, rivelando: Continuità e scarti fisiologici, Memoria e trasformazione, Domande universali: “Chi assomiglia a chi?”. L’obiettivo
 è costruire un archivio contemporaneo delle famiglie per riflettere su come i tratti identificativi si trasmettano, resistano o mutino. L’archivio non sarà solo documentazione, ma un dispositivo critico, uno specchio per la comunità, una traccia per il futuro. Passeggiata Fotografica, con Donato Chirulli - 19 settembre – ore 17, Bracciano - Piazza del castello davanti alla mostra fotografica Come approcciare tecnicamente e psicologicamente la Street Photography.
Workshop Polaroid fotografia istantanea e 3D ottico a cura di Patrizio Cipollini - 20 settembre – ore 17, IL VIALE caffè & bistrot, via della Rena 72, 00069 Trevignano Romano. Maratona fotografica “Acqua è vita” Coordinatore Andrea De Ieso, 20 settembre, ore: 10.30 Trevignano Romano, Piazza Vittorio Emanuele III, Portico del Comune. Iniziativa aperta al pubblico finalizzata a promuovere la fotografia come strumento di osservazione, narrazione e interpretazione del territorio. Si invitano i partecipanti a esplorare, attraverso il linguaggio fotografico, il tema dell’acqua come elemento vitale, simbolico e relazionale. Concorso Fotografico Nazionale 2026 “Acqua è vita” Dedicato all’acqua come origine della vita, risorsa naturale, elemento di salute ed equilibrio e simbolo del rapporto tra essere umano e ambiente, il Concorso ha avuto oltre duecento partecipanti. L’edizione 2026 ha sperimentato un originale percorso di valutazione nel quale intelligenza artificiale e giudizio umano sono intervenuti in due momenti distinti. L’intelligenza artificiale ha selezionato le dieci opere finaliste. Successivamente la Giuria del concorso ha determinato, tra le dieci, le opere classificate al primo, secondo e terzo posto. Per informazioni ed approfondimenti: https://immagini-sul-lago.it/