giovedì 21 settembre 2023

“La scomunica della cupola”: perché la mafia è anti-Chiesa

Un saggio-inchiesta che analizza, attraverso una lente giornalistica, antropologica e culturale, come la criminalità organizzata abbia utilizzato gesti e simbologie religiose per conferire falsa legittimità e ingannevole autorevolezza alle proprie azioni e al proprio potere. Realizzato dai giornalisti Fabio Beretta e Damiano Mattana, il volume raccoglie le voci di chi lotta in prima linea, difendendo i valori ecclesiastici e quelli costituzionali: agenti di polizia, questori, parroci, ma anche vescovi e cardinali, raggiunti nei territori in cui lo Stato sta combattendo le sue battaglie più importanti. Roma – Se esiste un luogo sulla terra che più di tutti avvicina l’uomo al Cielo è sicuramente la Cupola di San Pietro. I suoi marmi decorati, sormontati da una croce che sfiora la volta celeste, porta chiunque giunga a Roma ad alzare lo sguardo verso l’alto. Di cupola, però, ne esiste un’altra. Diversa, forse persino più grande ma priva di mura e di bellezza. E che, soprattutto, obbliga gli uomini a tenere gli occhi rivolti in basso, lontani dalla luce. Senza forma né dimensione, la cupola nata nel seno del Mezzogiorno italiano non allarga il cuore o la mente, ma stritola, come fa un serpente, in un abbraccio di violenza, paura e morte. Un messaggio in totale contrapposizione a quello che l’opera dell’ingegno di Michelangelo partorì oltre cinque secoli fa. È una cupola edificata da un crimine inumano che si arroga il diritto di professare la medesima fede, intaccandone e stravolgendone, al contempo, i pilastri che la sorreggono. Perché sì, anche i mafiosi si dicono religiosi. Ma la mafia, da sempre denominata “anti-Stato”, è anche “anti-Chiesa”. Questo il fulcro dell’indagine sociale condotta dagli autori de “La scomunica della cupola” (Di Carlo Edizioni, 2023). Un saggio-inchiesta realizzato attraverso esperienze di ricerca sul campo, vissute nelle Regioni del Sud Italia a stretto contatto con le realtà quotidiane locali e ascoltando le voci di chi, quotidianamente, lotta in prima linea contro la criminalità organizzata, che sarà presentato venerdì 22 settembre, alle ore 17, presso la Sala Almeyda dell’Archivio storico comunale di Palermo. Il libro Palermo, Foggia, Reggio Calabria: realtà diverse, ognuna complicata e con migliaia di sfaccettature, toccate con mano. E così il volume analizza come la mafia strumentalizzi riti, preghiere e ogni aspetto del cattolicesimo per legittimare il proprio operato. Alle voci degli agenti di Polizia di Stato si uniscono quelle di magistrati e preti di frontiera, come don Maurizio Francoforte, parroco che nel quartiere palermitano di Brancaccio ha raccolto l’eredità spirituale di don Pino Puglisi, ucciso da Cosa nostra esattamente trent’anni fa. Ma anche di vescovi come mons. Luigi Renna, arcivescovo di Catania, autore della prefazione al testo, e mons. Michele Pennisi, arcivescovo emerito di Monreale. «Riuscire a raccontare in un linguaggio semplice e accessibile a tutti questioni giuridiche ed ecclesiali è forse stata la sfida più ardua nella realizzazione di questo volume. Un volume che ho sentito in dovere di realizzare per dare, nel mio piccolo, un contributo alla lotta che tante persone per bene, assieme alle Forze dell’Ordine, ogni giorno, affrontano nella città che mi ha visto nascere e crescere: Foggia. Una città complessa, spesso rimbalzata sulle prime pagine dei quotidiani nazionali per il sangue che ha tinto di rosso le sue strade, creando sgomento in chi non condivide quegli pseudo valori che certi signori vorrebbero imporre. Ascoltare dalle parole degli agenti di polizia che per primi accorrono sul posto quando avviene un omicidio di mafia nella mia terra è stato raccapricciante. Ma per combatterlo, questo cancro deve essere conosciuto in ogni sua sfaccettatura, anche la più cruenta. Conoscere è il primo passo per vincere questo male che toglie la vita anche quando non uccide», afferma l’autore, Fabio Beretta. «L’accessibilità del testo e la semplicità del linguaggio – ha spiegato Damiano Mattana – sono essenziali. Perché la lotta alla criminalità organizzata, così come a tutte le forme di prevaricazione sociale riscontrabili nei contesti in cui il senso di emarginazione o difficoltà sociale è più forte, avviene nel quotidiano. Nell’offrire, in particolare ai più giovani, reali prospettive di emancipazione e, insieme, gli strumenti giusti (a cominciare dai luoghi di istruzione) per contribuire alla riedificazione dei propri luoghi di vita quotidiana. In questo anche la Chiesa può fare molto, riaffermando il valore della comunità sana e stimolando anche i contesti più piccoli a contribuire per la cura dei principi di legalità e condivisione. Senza dimenticare che la necessità di arrivare ai più giovani è imposta anche dai nuovi canali utilizzati dalla criminalità organizzata. Educare alla sicurezza informatica significa anche contrastare le mafie». Il volume, costituito di cinque capitoli, affronta il tema attraverso due distinte prospettive. Nella prima si analizza la questione da un punto di vista storico-antropologico, dall’Unità d’Italia fino alla guerra di mafia degli anni Ottanta, tra riti di affiliazione e silenzio o azione della Chiesa nelle zone del Sud. La seconda si inoltra nella contemporaneità vera e propria, analizzando, tra gli altri, i fenomeni degli inchini da un punto di vista mediatico e dei testi ecclesiastici, fino alla scomunica pronunciata da Papa Francesco. L'obiettivo del testo è dimostrare, nonostante tutto, l’inconciliabilità concettuale, oltre che spirituale, tra Vangelo e operato criminale. A chiusura dell’opera, la postfazione del giornalista Nicola Graziani, vaticanista dell’Agi, e la poesia “Ventu’nfami” di Antonello Di Carlo, editore del libro. «L’interessante lettura che ci propongono Fabio e Damiano sul fenomeno mafioso, studiato e raccontato dagli albori a oggi, rappresenta una vera e propria ricerca che, attraverso la narrazione di fatti di cronaca che hanno lasciato ferite ancora aperte nella nostra società, muove un’indagine quasi scientifica sul fenomeno mafioso e sui suoi rapporti con il tessuto sociale, religioso e istituzionale, affrontato e descritto, partendo dalla leggenda, financo ad abbracciare l’attualità, la storia contemporanea e tutte quelle “verità” discoperte grazie alle inchieste giudiziarie divenute oramai pubbliche e, direi, ben note a tutti - afferma l’editore, Antonello Di Carlo -. Non voglio anticipare nulla di questa interessante lettura che gli anglosassoni definirebbero “politicamente scorretta”, forse, ma che rappresenta il frutto di un lavoro di due straordinari giornalisti sempre alla ricerca di fonti attendibili e con un minuzioso “investigare e catalogare” deontologicamente svolto senza mai tirarsi indietro... Senza mai risparmiarsi. Lo fanno perché sono consapevoli testimoni che l’informazione non data, alla stessa stregua di quella “priva di sostanza”, è una metastasi che avvelena il pensiero e uccide le coscienze. Per dirla tutta, prendendo in prestito una citazione di Moravia: “Quando l’informazione manca, le voci crescono”». Il libro, acquistabile online e da ottobre anche in libreria al prezzo di 14 euro, è il primo dei libri-dossier con cui, dalla Di Carlo Edizioni, viene inaugurata la nuova collana editoriale “Idia”.

Disagi Fl3: D'Amato chiede consiglio regionale straordinario

“Quello che stanno attraversando i pendolari del Lazio è un vero e proprio calvario. Mai negli ultimi negli ultimi 10 anni si era toccato un punto così basso nell'efficienza del servizio di trasporto su ferro, un vero e proprio disastro. I servizi vanno ripristinati immediatamente senza perdere ulteriore tempo. I disagi non sono più sostenibili, si devono prevedere indennizzi per i pendolari che stanno subendo gravi danni da ormai oltre tre mesi. Ogni impegno di FS e Regione Lazio è stato disatteso e a pagarne le spese sono quotidianamente i pendolari. È necessario convocare un consiglio regionale straordinario, dove il Presidente Rocca avrà l’onere di dire pubblicamente qual è la situazione. Questo balletto che dura da mesi tra Ferrovie dello stato e giunta regionale è inaccettabile”. Lo ha dichiarato il consigliere della Regione Lazio e responsabile Welfare della Segreteria Nazionale di Azione, Alessio D’Amato.

mercoledì 20 settembre 2023

Fl3: presidio il 25 settembre alle 18

Non possiamo assistere passivamente alla soppressione della nostra linea ferroviaria. Per questo l’appuntamento di lunedì 25 alle ore 18,00 presso la Stazione di Anguillara è di fondamentale importanza. Tutta la cittadinanza è chiamata alla mobilitazione, in particolare coloro che utilizzano il treno. Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio collasso del sistema ferroviario regionale. Le difficoltà temporanee o i brevi disservizi in passato non sono mancati e sono sempre stati accettati come fisiologici dalle nostre comunità, ma quanto sta accadendo ormai da oltre 2 mesi non si era mai verificato prima d’ora. Per queste ragioni abbiamo deciso di organizzare una prima forma di protesta: 1) Perché vogliamo la verità! RFI deve rendere note, senza mezzi termini e senza reticenze, le reali problematiche che hanno portato al collasso del sistema: le “mezze verità” non sono più tollerabili; 2) Perché esigiamo una soluzione o sapere se essa non esiste! Pretendiamo di sapere se esiste una data di termine di questo caos o se – invece – si brancola nel buio; 3) Perché non sono state predisposte le corse sostitutive! F.S. non ha gestito l’emergenza, i pendolari e le famiglie degli studenti sono stati obbligati ad affrontare costi extra che stanno gravando sui loro bilanci. Le Ferrovie dello Stato sono una multinazionale e devono porre in essere tutte le risorse necessarie per tamponare l’attuale stato di cose, a cominciare da un massiccio ricorso ai mezzi sostitutivi; 4) Perché non sono state ancora applicate sanzioni! La Regione Lazio ha recentemente informato di essere dalla parte degli utenti, ma alle parole devono seguire i fatti applicando le penali previste dal contratto di servizio ed utilizzando tali risorse per risarcire i pendolari e le famiglie degli studenti, quanto meno per l’abbonamento di settembre. L’iniziativa è promossa dai partiti e dai movimenti del centrosinistra del lago di Bracciano ed è rivolta a tutta la cittadinanza. E’ quanto scrive Emiliano Minnucci del Partito Democratico.

Fiumicino arriva la campagna “Plastic Focus”

Non tutto ciò che è in plastica si può conferire nel contenitore di questa tipologia di rifiuto: partendo da questa premessa, l’amministrazione comunale di Fiumicino insieme al Gestore ATI– Gesenu Paoletti ecologia ETAmbiente ha pensato ad una campagna dedicata che prende il nome di “Plastic Focus”. Il progetto nasce in seguito alla volontà dell’amministrazione comunale di inserire il concetto di qualità dei rifiuti: è importante sapere che gli errati conferimenti generano ogni giorno problemi e costi aggiuntivi che gravano su tutta la filiera del recupero e del riciclo dei rifiuti raccolti. “Le attività programmate per coinvolgere i cittadini e sostenere una politica educativa che salvaguardi l’ambiente, riduca i consumi e sostenga il riciclo. Questo percorso formativo è alla base delle nostre politiche amministrative e questo assessorato sosterrà e promuoverà con interesse tutte le attività utili al territorio e alla sua tutela. Iniziamo con la plastica, in questa nostra bellissima città di mare, perché con un corretto conferimento dei rifiuti si eviterà un inquinamento di fiumi, corsi d’acqua e mare, che sono i primi ad essere inquinati da questo materiale e sono fondamentali per noi”. Lo afferma l’assessore all’ambiente Stefano Costa, che parteciperà alle giornate informative proposte da Gestore ATI – Gesenu Paoletti ecologia ETAmbiente. Questa premessa è utile a introdurre la campagna di comunicazione “Plastic Focus” che ha l’obiettivo di migliorare ulteriormente la qualità della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica. Plastic Focus è una campagna di comunicazione che ha lo scopo di rendere chiaro e semplice ai cittadini cosa si può conferire o meno nel contenitore della plastica per la raccolta “porta a porta” e qual è la differenza tra la plastica riciclabile e quella non riciclabile. Quella della plastica infatti è forse la tipologia di raccolta che genera più dubbi nella differenziazione, questo perché esistono tante differenti tipologie di plastiche. “Plastic Focus” ribadisce la regola fondamentale da osservare e cioè che va conferita solo la plastica da imballaggio, ovvero tutti i materiali in plastica che vengono utilizzati per contenere o avvolgere oggetti o alimenti, come bottiglie e flaconi, vaschette per alimenti, polistirolo, pellicole o film plastici. La campagna si svolgerà in due stand informativi durante i quali una comunicatrice esperta illustrerà gli errori che si fanno nella raccolta dopo aver svuotato un contenitore colmo di rifiuti. Durante l’evento i cittadini potranno intervenire, fare domande, ricevere chiarimenti, ricevere materiale informativo, così da evitare di commettere gli errori più comuni nella differenziazione. Il Plastic Focus arriva in piazza nelle giornate di: - Sabato 23 Settembre dalle ore 10.00 alle ore 16.00 – presso ISOLA SACRA (Largo Borsellino - Area Mercato) - Martedì 26 Settembre dalle ore 10.00 alle ore 16.00 – presso ARANOVA (Via Siliqua - Parcheggio)

Regina Viarum. La via Appia nella grafica tra Cinquecento e Novecento

Inaugurata ieri 19 settembre all‘Istituto centrale per la grafica – ICG la mostra Regina Viarum. La via Appia nella grafica tra Cinquecento e Novecento, dedicata alla celebre strada consolare in occasione della sua candidatura alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO proposta dal Ministero della Cultura lo scorso gennaio. La mostra sarà aperta fino al 7 gennaio 2024. L’esposizione, curata da Gabriella Bocconi, intende celebrare il prototipo dell’intero sistema viario romano da Roma a Brindisi, e le numerose testimonianze infrastrutturali, archeologiche e architettoniche presenti lungo il suo percorso. In mostra circa 70 opere, selezionate tra le oltre 300 presenti nelle collezioni dell’Istituto dedicate all’antica Regina Viarum, che raccontano attraverso disegni, incisioni, matrici, libri e fotografie la fortuna iconografica dell’Appia. Sarà possibile osservare le opere di Giovan Battista Piranesi, Etienne Du Perac, Walter Crane, Umberto Prencipe, Luigi Rossini, Felice Giani, Nicolas Didier Boguet, Philipp Hackert. L’esposizione, vantando opere che coprono un arco temporale dal XVI al XX secolo, intende mostrare come i diversi linguaggi della grafica hanno raccontato l’Appia antica e i territori a essa collegati. La mostra è accompagnata da un catalogo che analizzerà aspetti iconografici, storici e tecnici. Nella sezione del volume dedicata alla poesia saranno pubblicati i versi, per la maggior parte inediti, composti per la ‘Regina delle Strade’.

lunedì 18 settembre 2023

Cia Lazio: “Bene parole Righini ma serve Patto di Filiera”

Per il vicepresidente Italo Pulcini: “garantire la giusta remunerazione a ogni segmento. Si apra subito tavolo di concertazione” “Le ultime dichiarazioni dell’assessore regionale Righini per un rilancio del settore tramite una campagna di sensibilizzazione all’uso del latte fresco nel Lazio, incentivi alle aziende per il settore energetico ed un confronto con le parti, sono senz’altro una presa di posizione importante che accogliamo con favore”. E’ quanto commenta Italo Pulcini, vice presidente di Cia Lazio su quanto annunciato dall'assessore regionale al Bilancio, alla Programmazione economica, all'Agricoltura e alla sovranità alimentare, alla Caccia e Pesca, ai Parchi e alle Foreste, Giancarlo Righini in occasione della diffusione dei dati dell’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) relativi ai costi di produzione del latte nel Lazio. “Dal nostro punto di vista - aggiunge Pulcini - quello che è importante in questo momento è l’adozione di un vero e proprio Patto di Filiera che coinvolga produzione, trasformazione e commercializzazione. Un patto di filiera è, a nostro avviso, fondamentale perché è necessario un confronto aperto sugli aspetti della remunerazione. E’ importante che ogni segmento riceva una giusta remunerazione. Su questa proposta - sottolinea l’esponente di Cia Lazio - chiediamo che si convochi subito un tavolo di concertazione alla Regione Lazio che veda coinvolti i rappresentanti di ogni singolo segmento produttivo. La valorizzazione del Made in Lazio del quale ha parlato l’assessore Righini deve essere un processo nell’ambito del quale non ci siano segmenti che soffrono a danno di altri. Siamo convinti che un patto di filiera sia la strada giusta da perseguire per rispondere in concreto alle esigenze dei produttori, delle aziende di trasformazione e di quelle della grande distribuzione, guardando anche alla qualità del prodotto e alla soddisfazione del consumatore”.

Un Passo Avanti per Bracciano: "Progetto lungolago danneggiato da gravi irregolarità procedurali"

Il gruppo consiliare Un Passo Avanti per Bracciano, rappresentato dai consiglieri Alberto Bergodi, Enrica Bonaccioli e Roberta Riccioni, ormai da mesi segnala irregolarità procedurali del progetto di rigenerazione urbana del Lungolago Giuseppe Argenti con fondi PNRR, sia in maniera ufficiale in sede di Consiglio Comunale che in maniera ufficiosa al Segretario Generale, agli Amministratori ed alla Responsabile del Procedimento, segnalazioni non solo ignorate, ma considerate in una nota del sindaco addirittura come strumento di puro ostruzionismo! A nuova dimostrazione che il nostro operato è distante anni luce dall'ostruzionismo e che il nostro unico interesse è volto alla tutela del territorio e dei cittadini, assolutamente convinti dei nostri interventi, il giorno 13 settembre ci siamo recati presso gli Uffici di Città Metropolitana - Dipartimento IV - Pianificazione strategica e governo del Territorio - Servizio 1 Urbanistica e attuazione del PTMG, al fine di fare chiarezza circa lo stato procedurale del Progetto di Rigenerazione Urbana del Lungolago Giuseppe Argenti con fondi PNRR, supportati dai Consiglieri di Città Metropolitana dott. Stefano Cacciotti e dott. Giancarlo Frascarelli che insieme a noi si stanno adoperando per salvare il finanziamento concesso al Comune di Bracciano. Il dirigente dell'Area ha rappresentato in maniera assolutamente esaustiva e puntuale la catastrofica situazione in cui verte il Progetto, confermando purtroppo ogni nostra osservazione ed ogni nostro timore avanzato nel merito. Il preposto Ufficio di Città Metropolitana ritiene che sarà difficile avallare le procedure messe in atto dall'Amministrazione Comunale per l'approvazione del Progetto Definitivo di Rigenerazione Urbana del Lungolago Giuseppe Argenti - I Stralcio, in quanto non conformi alle linee guida di riferimento, affermando che ad oggi non sussistono i requisiti per avviare la procedura ai sensi dell'ex art. 50 bis della Legge Regionale n° 38/1999, finalizzata ad accertare il regolare e completo svolgimento della procedura di variante urbanistica di cui all’art. 19 del DPR 327/2001 e che pertanto c’è un alto rischio di perdere il finanziamento PNRR di oltre 4mln di euro! In effetti il Progetto Esecutivo di Rigenerazione Urbana Lungolago G. Argenti trasmesso alla Stazione Unica Appaltante di Città Metropolitana per l'attivazione delle procedure di affidamento dei lavori di Rigenerazione Urbana del Lungolago G. Argenti, risulta modificato rispetto alle precedenti versioni approvate, prima dalla Giunta e poi dal Consiglio Comunale, nonché rimesso agli Enti preposti per la Conferenza dei Servizi decisoria. Queste modifiche sono state apportate, presumibilmente, considerati gli innumerevoli errori procedurali commessi e non più recuperabili viste le scadenze del PNRR. Nella nuova versione dunque si prevede soltanto il rifacimento della Via Lungolago Giuseppe Argenti, la realizzazione del parcheggio comunale di Via del Lago e l'esecuzione della mera viabilità esistente, eliminando pertanto dal I stralcio funzionale le nuove strade di penetrazione ed i nuovi parcheggi precedentemente previsti, opere che avrebbero dovuto essere inserite in una variante puntuale di P.R.G., nonché nel piano particellare, ma per correggere le procedure non ci sono più i tempi necessari! Per ovviare al problema, queste importanti opere primarie vengono spostate nel II stralcio funzionale, ad oggi non finanziato e quindi con l’enorme dubbio che si potranno mai realizzare. Purtroppo anche su quest'ultima modifica, ci si trova a dover evidenziare l'ennesimo errore, peraltro riscontrato anche dal preposto ufficio di Città Metropolitana, che non permette al progetto di uscire dalla necessità della ormai nota variante del PRG: la strada Via del Balduccio bis, trattata progettualmente come viabilità esistente e quindi lasciata in carico al I stralcio funzionale, in realtà, derivando dall'accoglimento di un'osservazione alla Variante puntuale di P.R.G. approvata con Delibera di Consiglio Comunale n° 49 del 04/09/2023, rappresenta a tutti gli effetti un nuovo percorso viario, non previsto dal vigente P.R.G. e ricadente inoltre su area di P.R.G. non destinata a viabilità, esattamente come tutta la nuova viabilità ed i parcheggi che sono stati stralciati dal progetto per le medesime problematiche. Tutto ciò significa che l’intervento richiede ancora la procedura di variante puntuale al P.R.G., con tanto di nuova indizione della Conferenza dei Servizi; altresì, prevedendo un piano particellare degli espropri, si continua a rendere necessario l’espletamento della procedura di cui all'ex art. 50 bis della Legge Regionale n° 38/1999, che Città Metropolitana potrebbe non rilasciare a causa dei molteplici errori nelle procedure tutte. Peraltro, tra le tante irregolarità, i maggiori problemi sono proprio dovuti all'errata gestione delle procedure di esproprio ed a quelle correlate alla variante di P.R.G., come già più volte segnalato, senza mai essere ascoltati. È evidente l'enormità del danno causato al nostro territorio ed ai nostri cittadini. Ormai non siamo più nei tempi per correggere le infinità di errori commessi, quindi il progetto risulta irreparabilmente danneggiato, privato della quasi totalità dei parcheggi, peraltro sempre dichiarati essenziali dalla stessa Amministrazione Comunale, e delle strade di penetrazione dalla Circumlacuale, in questo modo la tanto pubblicizzata area pedonale per la “trasformazione da strada a luogo”, diventerebbe a dir poco disagevole per cittadini, turisti e per tutte le attività commerciali. Vista l'importanza che viene data ai fondi PNRR da tutti i governi, sia nazionali che regionali, la legge permette agli Enti di non perdere il finanziamento purché si avvii la gara di appalto entro i termini, anche se essa risulta illegittima e questo è esattamente il caso in cui si trova ad oggi Bracciano. Molto probabilmente il Comune di Bracciano appalterà la gara senza il parere di Città Metropolitana e senza quello della Soprintendenza, che ha una proroga sui tempi fino al 24 settembre p.v., ma cosa accadrebbe al progetto se dopo aver ottenuto il finanziamento arrivassero i pareri negativi dei due Enti? A causa dell’incapacità del Responsabile del Procedimento di ottemperare nei termini di legge, abbiamo già perso quasi € 400.000,00 per l’ottenimento della prima richiesta di proroga, quanto ancora dobbiamo pagare per l’infinità di errori commessi? Perdere il finanziamento, sarebbe un fatto gravissimo per tutta la comunità e per le casse del comune, visti gli oltre € 400.000,00 impegnati per gli incarichi esterni affidati a supporto della realizzazione del progetto. Sarà dovere del Sindaco e dell'Amministrazione tutta, valutare le responsabilità per lo stato di fatto delle cose e prendere i relativi provvedimenti.