mercoledì 28 febbraio 2018

Anguillara - Bianchini chiede chiarezza su arsenico e potabilizzatori. Approvate determinazioni contrastanti

Chiediamo alla Sindaca Anselmo cosa sta avvenendo all'acquedotto di Colle Biadaro e a questo punto anche a quello di Ponton dell'Elce. Abbiamo acquisito sull'Albo pretorio alcune determine che dichiarano la totale assenza di manutenzione dell'impianto di potabilizzazione dei Biadaro,il più grande acquedotto del paese. Nelle determina185 del 31 gennaio 2018 si dichiara che per il "mancato affidamento i parametri di legge di arsenico sono stati superati a causa della mancata prestazione della ditta". Ditta che non accettava l'affidamento e rispondeva per motivazioni a noi non note ma agli atti del comune certamente, vista la successiva Determina 257 del 7/02/2018, dove si rettificano le affermazioni del mancato sforamento dei parametri Arsenico e dell'assenza di manutenzione. Cosa é realmente avvenuto? Siamo di fronte ad una Determina 185 che dichiara il grave problema della salute e che gli impianti non sono manutenuti e dopo 20 giorni altra Determina 257 che rettifica le gravi affermazioni della precedente. Poi il 22 febbraio si pubblica la Determinazione 233 del 12/02/18 dove si procede al servizio di gestione degli impianti di potabilizzazione. Come mai continua Bianchini a fronte del problema emerso la Sindaca non ha emesso Ordinanza di non Potabilità? Chi sta gestendo in questi mesi i potabilizzatori? Come si è potuto affermare che i parametri sono stati superati?Quanto avvenuto è molto grave e chiediamo che si faccia luce, non essendo possibile tali leggerezze da parte di questa Amministrazione nella gestione di servizi che investono la salute pubblica. Abbiamo già fatto accesso agli atti per avere tutta la documentazione e capire cosa è avvenuto e sta avvenendo su questa vicenda. Consigliere Comunale Silvio Bianchini

Foibe: Il giorno del ricordo a Bracciano – commento di Donato Mauro

Nel corso del consiglio comunale del 9 febbraio 2018 sono intervenuto sul tema del “Giorno del Ricordo” che era l’oggetto di una mozione che ha inteso sollecitarne la celebrazione nella giornata del 10 febbraio. Prendendo spunto da concetti espressi dai presidenti della repubblica pro tempore ho fornito il mio contributo che si può sintetizzare come segue. Il giorno del ricordo è una solennità civile nazionale, celebrata il 10 febbraio di ogni anno, istituita con la legge n. 92 del 30 marzo 2004. Essa vuole conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte la vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nell’immediato periodo del secondo dopoguerra e delle più complesse vicende del confine orientale. La data è stata fatta coincidere con la firma del trattato di pace 1947 che assegnò purtroppo alla Jugoslavia la maggior parte della Venezia Giulia. Ma già prima, nel 1943 si intrecciarono giustizialismo sommario, parossismo nazionalista jugoslavo senza fondamento, rivalsa sociale e un disegno, assurdo e antistorico, di sradicamento della presenza italiana da quella che era e cessò di essere la Venezia Giulia. La politica titina assunse i sinistri contorni di pulizia etnica. Si consumò nel modo più evidente con disumana ferocia nelle foibe (simbolo quella di Basovizza dove sono state rinvenute decine di metri cubi di cadaveri gettati nell’ex pozzo minerario, parte dei quali ancora vivi. Secondo alcune fonti in totale le vittime delle persecuzioni titine arrivano a circa 20 mila). Fu una delle barbarie del secolo scorso. Ci furono campi di concentramento e sterminio? Sì. Ci furono errori? Sì anche quello dell’alto comando che fece entrare per primi a Trieste i reparti di Tito, seguendo la cinica logica della strategia alleata che volle così ingraziarsi il dittatore Tito, cosiddetto non allineato, in funzione anti Stalin. Ci fu la volontà di nascondere la verità per molti anni? Sì. Gli americani dissero che i profughi creavano disordine, con conseguenze disastrose per migliaia di persone colpevoli solo di essere italiani. A causa dell’ondivaga politica, seguita anche da alcune componenti politiche nazionali, centinaia di migliaia di essi furono costretti a disperdersi in altre regioni italiane e soprattutto all’estero. Questa tristissima vicenda storica è stata a lungo dimenticata e negata ma la storia è costituita da fatti e i fatti riemergono sempre e ora finalmente e giustamente comincia a essere ricordata. Proprio alla luce di tali eventi, oggi dobbiamo comunque ribadire la necessità di consolidare, senza nascondere nulla, i lineamenti di civiltà, dì pace, di libertà, di tolleranza e solidarietà nella nuova Europa che stiamo, con fatica, costruendo. Sarebbe un grave errore proporre la celebrazione del giorno del ricordo in qualche modo come contraltare a quello “della memoria”. Ho tentato di far comprendere che è quantomeno irrituale e improprio proporre una mozione per indurre il comune di Bracciano a celebrare una solennità prevista da un’apposita legge. Il comune è tenuto a celebrarla e non a seguito di una mozione che sembrerebbe avere tutti i connotati della strumentalizzazione politica. La celebrazione del “giorno del ricordo “non deve essere ascrivibile all’iniziativa di una singola parte politica ma deve svolgersi nello spirito della riconciliazione nazionale nella condivisione della verità storica. In tal senso ho proposto che la mozione venisse ritirata invitando l’amministrazione a assumere nella celebrazione dell’evento il ruolo istituzionale che le compete. Altrimenti è come se per celebrare la festa della repubblica, del primo maggio o altre solennità previste da una legge dello stato fosse necessario proporre una mozione ad hoc. Ho proposto altresì al sindaco di fare osservare dal consiglio comunale e dalla giunta un minuto di silenzio e raccoglimento in ricordo di tutte le vittime della tragedia delle foibe. Ma il sindaco non ha preso in considerazione tali proposte. Evidentemente non riesce proprio ad uscire dai confini mentali i e politici della campagna elettorale. Alla luce degli slogan demenziali urlati nel corso della recente manifestazione di Macerata sono sempre più convinto della giustezza della mia proposta formulata in consiglio comunale. Chi ha inneggiato alle foibe ha palesato nello stesso tempo l’estrema ignoranza dei fatti, furono i partigiani titini a uccidere molti comunisti italiani vicini a Mosca, nonché la voglia di connotarsi come residuato bellico di quella che fu l’espressione più belluina dei fiancheggiatori di Tito. Donato Mauro, Consigliere comunale Bracciano

Appello ai candidati: la crisi del lago di Bracciano non è finita, ecco gli impegni che vi chiediamo di prendere prima delle elezioni

Il Lago di Bracciano, nel corso dell’ultimo anno, è stato l’epicentro della crisi idrica che ha coinvolto Roma e tutto l’ambito integrato ATO 2. Al termine di un anno molto particolare in cui le Istituzioni del Lago si sono impegnate a fondo per cercare di risolvere e mitigare gli effetti della crisi, (vedi qui l’intera cronologia della vicenda con le azioni messe in atto dalle Istituzioni del lago) la Regione Lazio, con Determinazione Dirigenziale ha ridefinito le modalità con le quali saranno regolate da qui in avanti le captazioni. Innanzitutto il lago torna ad essere riserva strategica. Le acque del lago potranno cioè essere captate solo in caso di emergenza. Nel corso dei tavoli istituzionali abbiamo ricevuto assicurazioni circa i criteri che definissero tali casi di emergenza. Si è parlato di casi eccezionali legati a calamità naturali che hanno effetti diretti sulle infrastrutture, come per esempio un terremoto che metta fuori uso l’acquedotto del Peschiera. Inoltre si è stabilito che le captazioni non potranno essere riattivate se il livello dell’acqua del lago non si trova sopra la quota di 161,9 metri s.l.m. e che comunque debbono essere autorizzate per iscritto dagli stessi uffici regionali. Si tratta di norme molto importanti che pero’ debbono essere implementate. Per evitare di incorrere di nuovo in una situazione analoga a quella che è successa lo scorso anno, c’è la necessità di cominciare a pianificare l’utilizzo della risorsa idrica in base alle effettive disponibilità. Si tratta di costruire cioè un modello che tenga conto delle precipitazioni e dei consumi effettivi e che cerchi, con criteri di gestione intelligente, di tenere in equilibrio i sistemi. Punto cardine di questo nuovo modello è la trasparenza dei dati. Pensiamo non solo a quelli legati al livello del lago, ma anche a quelli relativi alle captazioni così come ai consumi. Le informazioni chiave devono essere pubbliche e accessibili ai cittadini. Contestualmente alla definizione di un sistema di governance della risorsa, occorre poi affrontare gli esiti che questa crisi idrica ha prodotto sul territorio e sul tessuto economico e sociale. Prima di tutto va assicurato con adeguate risorse finanziarie un piano per il monitoraggio completo del sistema lago per controllare l’eventuale insorgere di sviluppi non desiderati legati al perdurare della situazione di crisi. Poi vanno messi in cantiere e pianificati interventi che puntino ad un recupero degli ambienti danneggiati. Molto delicato è poi il discorso del turismo e dell’economia legata a questo settore. La stagione balneare è alle porte, ma rischiamo anche quest’anno di veder compromessa la fruizione di spiagge ed arenili a causa del mancato recupero del livello delle acque del lago. Chiediamo non solo il riconoscimento di questa situazione con conseguenti interventi normativi ed economici, ma anche la possibilità di mettere in cantiere progetti di lungo periodo che abbiano la possibilità di aiutare il territorio a recuperare il danno di immagine che è stato prodotto dall’abbassamento del livello dell’acqua. Fin qui la Regione ha avuto un atteggiamento aperto e dialogante, sensibile alle richieste avanzate dalle amministrazioni locali. Ora, in vista delle prossime elezione per il rinnovo della Presidenza, della Giunta e del Consiglio Regionale chiediamo ai Candidati di recepire queste nostre richieste e di integrarle all'interno dei loro programmi e di impegnarvi, qualora veniste eletti, a metterle in atto. Le Istituzioni del Lago: Sabrina Anselmo, Sindaca di Anguillara Sabazia, Claudia Maciucchi, Sindaca di Trevignano Romano, Armando Tondinelli, Sindaco di Bracciano, Vittorio Lorenzetti, Presidente del Parco regionale di Bracciano-Martignano, Renato Cozzella, Presidente del Consorzio di Navigazione del Lago di Bracciano. smartlakebracciano@gmail.com

“Lupus in fabula - Uomini e lupi a confronto”: per Italia Nostra Lazio fauna ignorata dai programmi elettorali

Italia Nostra Lazio partecipa all’iniziativa promossa dall’associazione Mountain Wilderness “Lupus in fabula – Uomini e lupi a confronto” in programma oggi mercoledì 28 febbraio alle 19 presso l’Università di Roma Tre nel corso del quale saranno approfondite le tematiche riguardanti la tutela di questo animale. Come già sta accadendo con la volpe, oggetto di un confronto che ha visto di recente protagonista la sezione del Golfo di Gaeta – Scauri (presidente Marcello Rosario Caliman), anche per quanto riguarda il lupo sono necessarie politiche nuove che non lascino mano libera ai cacciatori, ma che prevedano, prima di qualsivoglia piano pluriennale di controllo della fauna, la verifica di una relativa metodologia ecologica. E’ sintomatico che, in questa campagna elettorale che sta volgendo al termine, scarsa attenzione sia stata data alla fauna con la quale invece, anche in nome della salvaguardia della biodiversità, va ripensato un rapporto nuovo tra uomo e animali di sana coabitazione di stessi territori. L’incontro di oggi va in questa direzione. Questi temi invece sono stati del tutto ignorati dalle forze politiche in corsa per le regionali. Tutto ciò è avvenuto malgrado su queste tematiche il Lazio non risulti certo all’avanguardia nelle politiche di tutela della fauna regionale.

martedì 27 febbraio 2018

Bracciano - Arrestati tre romeni: avevano rapinato due connazionali in via Udino Bombieri

Pensavano di averla fatta franca ma le indagini subito avviate dai carabinieri della Compagnia di Bracciano coordinate dal capitano Alessandro Papuli hanno avuto successo: arrestati a Bracciano tre cittadini romeni, di 19, 31 e 39 anni. I tre devono rispondere di rapina e lesioni gravi ai danni di due persone. Qualche ora prima, in via Udino Bombieri, i tre malviventi hanno aggredito con calci e pugni due connazionali di 30 e 34 anni, entrambi senza fissa dimora, per poi rapinarli del portafoglio. Le due vittime, a seguito delle fratture riportate, hanno chiamato 118 e sono state trasportate d’urgenza all’ospedale di Bracciano. In base alle testimonianze delle vittime, i carabinieri sono stato in grado di fare l’identikit dei tre rapinatori. Dopo poche ore di ricerche, i carabinieri hanno individuato e bloccato i tre colpevoli, mentre si aggiravano per le vie del centro di Bracciano. Per il 19enne e il 39enne si sono aperte le porte del carcere, mentre il 31enne è stato accompagnato presso la sua abitazione e sottoposto agli arresti domiciliari.

sabato 24 febbraio 2018

Italia Nostra Lazio: “ripubblicizzare l’acqua subito”

Avviare la ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico integrato. Questa una delle priorità indicate da Italia Nostra Lazio nel documento inviato ai candidati presidente in lizza per il governo della Regione Lazio. Per Italia Nostra la gestione di un bene comune come l’acqua deve tornare pubblica. Per queste ragioni si richiede una piena attuazione della legge regionale 5/2017 con la quale è stato istituito il “Fondo regionale per la ripubblicizzazione”. Un processo già molto avanti per l’Ambito Territoriale Ottimale - Ato 4 Latina, dove la maggioranza dei Comuni hanno adottato atti con i quali è stata espressa la volontà di portare a compimento il processo di pubblicizzazione del servizio idrico integrato. “L’impegno della Regione Lazio, in quanto unico Ente preposto a garantire un mutuo/finanziamento con Cassa Depositi e Prestiti o con un altro Istituto le cui rate sarebbero comunque a carico dei Comuni di ATO 4 – Latina. – commenta al riguardo Italia Nostra Lazio - diventa dirimente e decisivo per concretizzare i risultati del referendum del 2011. È necessario – sottolinea ancora l’associazione ambientalista – che la Regione si impegni a supportare i costi degli eventuali interessi passivi dei mutui che verrebbero accesi dai Comuni. La somma di 22 milioni di euro avanzata per la vendita delle quote private di Acqualatina, per Italia Nostra, è sovrastimata; più che una ripubblicizzazione sarebbe un regalo ad Acqualatina, soprattutto alla parte privata, che non è riuscita a vendere le sue quote ad ACEA per tale somma. Sicuramente si dovrebbero prima imputare e far pagare, al gestore ed al privato, tutte le inefficienze non risolte e le penali mai fatte pagare per incapacità del soggetto pubblico controllore”. Massima attenzione poi è richiesta da Italia Nostra per la salvaguardia delle fonti di approvvigionamento idrico. In primo luogo Italia Nostra chiede che siano interrotti per sempre i prelievi d’ acqua dai laghi della provincia di Roma e dal lago di Bracciano in particolare. In relazione al previsto raddoppio dell’acquedotto del Peschiera per Italia Nostra è importante che il rinnovo della concessione per le sorgenti del Peschiera avvenga nel rispetto delle normative comunitarie e nazionali e di valutazione dei rischi per l’equilibrio idrogeologico della piana di San Vittorino. Necessario inoltre il perfezionamento del rilascio della concessione per le sorgenti Le Capore, ovvero le sorgenti del fiume Farfa, nel rispetto delle normative comunitarie e nazionali e nella garanzia del deflusso minimo vitale. Un intervento deciso è inoltre sollecitato per quanto riguarda gli acquedotti attestate ad una media del 45 per cento nell’Ato 2 serviti da Acea, con punte che toccano il 65 per cento per quelli serviti da Acqualatina. Italia Nostra Lazio chiede inoltre di intervenire per garantire la qualità dell’acqua destinata al consumo umano. Una situazione particolarmente grave si registra a Cerveteri e Ladispoli dove la qualità è pessima. Italia Nostra chiede infine che la Regione Lazio si impegni ad applicare appieno e compiutamente il Piano di Tutela delle Acque Pubbliche (PTAR), adottato dalla Giunta Regionale con atto n. 819 del 28 dicembre 2016.

Comitato Difesa: Giù le mani dal lago di Bracciano

Giù le mani dal lago di Bracciano. Con un livello posto a – 177 centimetri sotto lo zero naturale alla data del 20 febbraio scorso, la multiservizi Acea Ato 2 anziché fare ammenda per la distruzione dell’ecosistema protetto a livello europeo si appella al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche affinché si proceda con l’annullamento della deliberazione regionale del 29 dicembre scorso che pone lo stop alle captazioni dal lago e introduce l’autorizzazione regionale ad una loro eventuale ripresa. Con questo provvedimento l’Acea si toglie la maschera e mostra appieno tutta la sua arroganza chiedendo addirittura un indennizzo. Acea deve comprendere che è in gioco la salvaguardia di un ecosistema attorno al quale ruota l’intera economia dei paesi rivieraschi e che l’acqua è un bene comune non già una esclusiva proprietà di Acea che la utilizza per trarne lauti profitti non ammodernando le linee. Acea deve capire che il territorio del lago di Bracciano non è una sua proprietà e che la popolazione non si farà scippare il bene più prezioso. Se non bastano le denunce alla Magistratura per accertare le responsabilità di questo stato di cose metteremo in campo azioni di altro genere. Il lago è un patrimonio che va universalmente tutelato e difeso. Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano